Ieri, dopo aver postato su Facebook la foto di una bella spigola, catturata dal mio amico Francesco, mi sono reso conto di quanto spesso ci poniamo delle domande poco utili. Proprio per questo ho deciso di scrivere un articolo, cercando di sviluppare una serie di domande che ti possano tornare utili.

La domanda meno significativa da porsi, soprattutto quando si tratta di catture di taglia, è chiedere quale esca fosse stata utilizzata. Credi davvero che possa tornare utile, soprattutto quando si parla di surfcasting? Credi davvero che un pesce affamato stia a guardare cosa gli presenti come esca? Il pesce deve sopravvivere e di conseguenza non si fa tutti questi problemi, ha bisogno del suo apporto proteico e di certo non si mette a fare lo schizzinoso. Non può pensare di tralasciare un boccone per andare a cercarne un altro, dato che ciò che il mare ti offre poi se lo riprende. Quindi chiedere dell’esca, ti fa focalizzare su un dettaglio ai margini di un evento.

Se hai capito un pochino come funziona la pesca sulla spiaggia e in particolar modo quando si parla di mare mosso, dovresti sapere che tutto ruota su 2 fattori determinanti: quando e dove. Già in passato trattai questo argomento, ma è arrivato il momento di approfondirlo.

Dove

Chiedere semplicemente “dove è avvenuta la cattura” è una domanda molto riduttiva. Sapere che è stata catturata a Montalto di Castro o a Marina di Pescia Romana, cosa ti cambia? Mi dirai, beh so che è stata catturata lì e quindi potrei farne altre. Certo, potrebbe essere così, ma è anche vero che la spiaggia è molto lunga. Tu mi dirai che ti farai dire esattamente dove ha pescato. E ora che lo sai? Credi di andare lì e fare le stesse catture? La maggior parte dei pescatori che ragionano cosi si ritrovano a “cappottare”, pensando che l’altro è stato fortunato o che quel posto non vale nulla. Ma non sarà forse che le condizioni meteo-marine non rispecchiano ciò che è accaduto in quella fatidica pescata? Sapere il punto ma non sapere tutto ciò che ha caratterizzato quell’uscita, ti servirà a poco. Se poi stiamo parlando di vero surfcasting, una mareggiata può cambiare il fondale a suo piacimento e non è detto che ritroverai la stessa buca.

Quando

Secondo me, è nel pensare al “quando” che si formulano le domande più attinenti e sopratutto intelligenti. Cominciare a chiedere “quando sei andato a pesca, che tipo di vento c’era? Il mare era mosso? In che momento della mareggiata ti trovavi? Montante, costante o in scaduta? Stavi pescando in alta o in bassa marea?” Già con queste domande, si comincia ad avere un quadro chiaro della situazione. Sapere che tipo di condizioni meteo-marine hanno generato quel tipo di pescata, ti può indurre a ritrovarti in una situazione molto similare a quella che ti hanno descritto. Ora sai che quella spiaggia, con quelle determinate condizioni, può regalarti qualcosa. A questo punto scende di nuovo in campo il “dove”, non per forza sarà lo stesso punto a farti fare la pescata, bisogna sempre osservare, cercando di capire il mare cosa ci trasmette. Cercare di vedere le finestre d’entrata, i canaloni, le buche e tutto ciò che il mare cerca di nascondere. 

Con questo discorso non voglio dire che in questo modo sarà tutto più semplice, credo  però che non affidarsi al fato, sia la strada migliore per ottenere qualcosa. Non è affatto semplice e sono il primo a dirlo, dato che di catture decenti ne ho fatte veramente poche, ma focalizzandosi su questi due punti, ponendosi le domande giuste, alla fine i risultati arriveranno.