Credo che sia giunto il momento di fare chiarezza su un argomento che sta a cuore e che soprattutto fa imbestialire tutti gli appassionati di pesca dalla riva. Ti è mai successo di arrivare in spiaggia, aprire la tua attrezzatura, lanciare le lenze in acqua, caso mai tirar fuori qualche pesciotto, e all’improvviso, poco prima che il sole tramonti, vedere una piccola imbarcazione sbucata dal nulla, con sopra un tale che inizia a rilasciare una rete a meno di 150 metri dalla riva, proprio davanti la tua postazione di pesca?
Beh a me non bastano le dita delle mani e dei piedi per stilare un numero preciso delle volte che mi sia successo. In quel momento ti arriva il sangue al cervello e ti chiedi se con tutto il mare che c’è, proprio davanti alle tue canne deve piazzare quelle maledetti reti?
La prima cosa che ti verrebbe da fare è impugnare la tua canna, montare un piombo da 150 grammi e iniziare a giocare ad affonda la flotta, o in alternativa di tuffarti in acqua con lo sfilettatore tra i denti e buttarti all’arrembaggio della nave nemica. Poi per fortuna arriva un po’ di buon senso e ti limiti a fischiare ed insultare il fastidioso ominide con la rete.

Spesso ci chiediamo perché la guardia costiera non si preoccupa di questo pesca illegale e non multa questi “rovina serate”?
Purtroppo la risposta è molto semplice, non c’è nessuna legge che vieta questo tipo di attività, o per essere più specifici non c’è alcun cavillo che riporti la distanza dalla riva  da mantene per piazzare quelle reti. Per essere chiari, hanno totale libertà. Possono mettere le reti da zero metri dalla riva fino a dove vogliono, l’importante è che segnalino la postazione di rilascio della rete con delle boe luminose (cosa che non si vede spesso).  L’unica restrittiva da rispettare sono 250 metri di distanza dai porti.
Ovviamente non stiamo parlando di pesca professionale, per quella ci sono delle distanza da rispettare e vi garantisco che non hanno alcuna influenza sulla nostra pescata.

rete da pesca

Purtroppo questi pescatori con le reti, che amano piazzarle a pochi metri da riva, per quanto facciano tutto nella legalità, spesso non hanno rispetto né per i pesci ne tanto meno per noi pescatori. Se arrivassi in spiaggia e trovassi già le boe piazzate,  per quanto possa infastidirmi basterebbe semplicemente cambiare posto, ma quando se ne fregano altamente e piazzano le reti nonostante notino la nostra presenza, beh lì sarebbe proprio da andarci a litigare. Ma ci si può rovinare la vita per una cosa del genere? Queste situazioni possono degenerare come niente, con questo non voglio dire che bisogno restare zitti ma comunque non bisogna esagerare.

La cosa che mi sconcerta di più è che il surfcaster o il pescatore dalla riva, non viene assolutamente tutelato in questa situazione, però ci impongono la comunicazione obbligatoria di pesca in mare. Che vantaggi abbiamo noi che per trovare un postazione tranquilla di pesca, dobbiamo appellarci a qualche santo in paradiso? Forse chi scrive questi decreti non ha la minima idea di cosa provi un pescatore, delle aspettative che ci sono, le emozioni. Forse non comprendono lo sconforto che si prova quando ti piazzano una rete davanti e ti rendi già conto che la tua battuta di pesca è già bella che finita. Probabilmente non sanno nemmeno dei costi che abbiamo e di quanto sia frustrante gettare le esche al secchio o lasciarle in pasto ai granchi, dato che i pesci non riescono ad entrare a causa delle reti. A questo punto, qualcuno mi spiega che tutele abbiamo noi? Bisogna per forza abbozzare davanti l’egoismo di questi individui?

Forse dovremmo fare una raccolta di firme per poter ottenere qualcosa in tal merito. Se hai voglia e interesse potrai leggere tutta la normativa che regola le attività di pesca cliccando qui.

Cosa ne pensi di questa direttiva?
Lascia un commento e fai sentire la tua voce. Possibilmente direttamente qui sul blog, dato che certe discussioni sulle pagine di Facebook tendono con il tempo a sparire, qui invece il tuo pensiero verrà letto anche fra 10 anni!