Ciao Federico, ti seguo sempre nonostante le mie uscite siano sempre più rare. Domanda: quanto tempo possono stare le varie esche in pesca?
Esempio. La sarda dopo quanto tempo andrebbe controllata o addirittura cambiata? L’americano, il bibi, l’arenicola, il coreano e quant’altro, perché non aggiungi al tuo blog questi argomenti ? Ciao ti ringrazio in anticipo.

La domanda che mi ha fatto Cosimo è molto interessante, proprio per questo ho deciso di dedicare un articolo inerente a questo argomento: la durate delle esche in acqua.
Il parco esche nel surfcasting o paf è veramente ampio, si passa dagli anellidi fino ad arrivare alle esche naturali. Questi due gruppi hanno delle caratteristiche ben diverse, quindi bisogna analizzare nello specifico entrambe le categorie.
Prima di parlare della durata, vorrei soffermarmi su un concetto altrettanto importante: la cura dell’innesco. Questa fase è molto importante, perché l’esca va presentata bene. Ad esempio, quando si innescano gli anellidi, come arenicola, koreano, americano e muriddu, bisogna essere molto cauti ed evitare un’ esagerata uscita di sangue, soprattutto con l’americano. Stessa attenzione va mantenuta durante l’innesco del bibi, la perdita del liquido lo rende quasi inutile. Per l’esche naturali invece, come cannolicchio, sarda, cefalo e calamaro, si può essere più tranquilli, dato che i loro principi e oli naturali, non vengono persi durante la fase d’innesco, chiaro però, che vanno sempre presentati a modo.
Finito questo preambolo, ora andremo a vedere esca per esca, le varie tempistiche. Questo discorso vale, se non si sta pescando su un tappeto di granchi, altrimenti i tempi si riducono veramente al minimo e spesso l’unica soluzione è lasciare le esche fuori dall’acqua e aspettare una decina di minuti, in alternativa, si cattura un granchio e lo si innesca.
doppio innesco koreano bibi

Anellidi

Arenicola: senza dubbio è l’esca più utilizzata dai pescatori italiani, soprattutto in condizioni di paf. La durata in acqua è di circa quindici minuti, o almeno, consiglio questa tempistica per un controllo. Quando il suo colore non è più rosso, ma è diventato un rossastro sbiadito, la sua efficacia è ormai giunta al termine. Poi, per carità, può sempre funzionare però sarebbe meglio innescarne una nuova.
Se pescassimo a surfcasting in presenza di una corrente sostenuta, la sua durata diventa veramente poca. Non riesce a sostenere correnti troppo forti e il sangue si disperde in breve. Sconsiglio di utilizzarla in condizioni pesanti, ma credo che un vero surfcaster, nemmeno la considera come esca.

Koreano: ha una durata maggiore rispetto all’arenicola, però bisogna essere molto più attenti nella fase di innesco, tende a spezzarsi con moltissima facilità e questo riduce i tempi di efficacia. Il colore biancastro e la consistenza ridotta ai minimi termini  indicano il momento di cambiarlo. Consiglio di verificare il suo stato almeno ogni venti minuti.

Americano: in assenza di granchi, si può lasciare in acqua anche una buona mezz’ora, poi consiglio di verificare il suo stato. Se si presenta ancora rosso allora possiamo rilanciare di nuovo, se invece il suo colore è sbiadito, allora bisogna cambiarlo. Questo dipende molto dalla fase d’innesco, se ha perso troppo sangue, durerà molto meno.
Se si desidera fare più inneschi con un singolo americano, consiglio una piccola strategia per spezzarlo senza fargli perdere nemmeno una goccia di sangue. La questione è molto semplice, immaginiamo di dividerlo a metà, basterà fare pressione in due punti ravvicinati, con pollice e indice della mano destra e della mano sinistra, si aspettano una decina di secondi, il sangue si coagulerà e a quel punto potremo strappare a metà il verme.

Bibi: se innescato bene, la sua durata in acqua è molto elevata, diciamo che senza dubbio lo si può tenere anche per più di mezz’ora. Essendo un’esca selettiva è meno soggetta agli attacchi della minutaglia, l’importante è che sia stato innescato bene senza eccessive perdite di liquido.

Esche naturali

Sarda, cannolicchio, cefalo, seppia, calamaro, fasolara, granchio e chi più ne ha più ne metta, le esche naturali senza alcun dubbio, hanno una durata molto elevata in acqua, quindi possono rimanere anche oltre l’ora, soprattutto con il mare calmo, se mosso invece consiglio di sostituirli dopo una buona mezz’ora, dato che la corrente favorisce la perdita delle sostanze nutritive che attirano i pesci.

Per avere maggiori informazioni sugli anellidi e sulla loro conservazione o per scoprire tutte le esche del surfcasting, ti consiglio di visitare la nostra Enciclopedia.