Vorrei sapere come è possibile leggere il mare quando lo spot è ad alta energia (fondale profondo), quali travi utilizzare, diametri bobina, lanci lunga o corta distanza e finali. Grazie.

Ringrazio il nostro amico Pasquale per aver posto questa domanda sulla nostra pagina di Facebook. Essendo una risposta molto articolata e ho preferito scrivere direttamente un articolo sul “surfcasting su spiagge profonde” in modo da poter essere più chiaro e specifico.

Quando ci troviamo difronte ad arenili a alto degrado, dove a tiro di canna si raggiungono profondità importanti, la pesca risulterà essere ben diversa dal classico assetto utilizzato su fondali a basso e medio degrado.  Prima di proseguire, cerchiamo di fare un distinguo tra alto e basso degrado: nel primo caso si tratta di fondali molto profondi, dove subito dopo il gradino di risacca, già ci sono un paio di metri di fondo; mentre nei fondali a basso degrado è il totale opposto ovvero per trovare due metri di acqua, bisognerà lanciare i piombi oltre i 100 metri. Ovviamente esistono innumerevoli via di mezzo tra i due fondali appena descritti.

Surfcasting su spiagge profonde

Dal mio punto di vista, in fondali con queste caratteristiche, non bisogna andare molto per il sottile. A queste profondità possono girare pesci di notevoli dimensioni e dato che non sarà di certo il lancio a fare la differenza, opterei per un assetto più pesante del solito. Come lenza madre utilizzerei almeno uno 0.30, piombo da 150 grammi e come trave sceglierei un semplice long arm. Terminale e amo varieranno in funzione al tipo di esca. Se utilizzassi i vermi, metterei come terminale almeno uno 0.25, mentre se andassi a caccia grossa innescando esche naturali come sarda, calamaro o cannolicchio, utilizzerei almeno uno 0.30 come terminale e un amo almeno dell’ 1/0.

Non ho avuto molte esperienze con questi fondali, dato che qui nel Lazio non ci sono spiagge così estreme, però posso annoverare tra le mie esperienza passate, alcune uscite fatte in Corsica e in Sardegna. Quello che posso dire con certezza è che in questi spot c’è bisogno di un po’ di mare, soprattutto se sono a fondo sabbioso. Se il mare è calmo, difficilmente il fondale si smuoverà e quindi il pascolo dei pesci sarà molto limitato.
Se proprio dovessi pescare in uno spot di questo genere, sicuramente piazzerei una canna nei primi metri, dove grazie all’onda di risacca, la sabbia verrà smossa e questo potrebbe attirare qualche pesce alla ricerca di cibo. Pescare con il mare mosso non è cosa semplice e bisognerà utilizzare spike da 200 grammi e sperare di restare in pesca. In qeuste spiagge si forma un solo e unico frangente sotto riva e credo possa fare veramente paura. Consiglio di andare con il mare in scaduta onde evitare di perdere parte dell’attrezzatura.
Nel caso in cui il fondale fosse ciottoloso, la pesca cambierebbe nuovamente. L’attività dei pesci sarà maggiore, soprattutto quella dei saraghi. Nelle spiagge con i ciottoli praticare il vero surfcasting è molto complesso, spesso il filo viene ricoperto dai sassi e rompere la lenza è molto probabile.

Riconoscere canaloni o secche è molto difficile in questo caso, sopratutto perché sono spiagge molto uniformi e difficilmente troverai delle punte di sabbia ben delineate che possano darti un’ idea precisa del fondale davanti ad esse. In questi spot però, la possibilità di catturare un pesce da sogno, a mio modesto parere, aumentano di gran lunga. Quindi consiglio di incentrare la pesca alla ricerca di catture di un certo peso.

Quello che ho scritto nasce dalla mia esperienza su spot con fondali ad alta energia, di conseguenza non è la realtà assoluta. Detto questo, il mare non lo si può spiegare a parole. Spesso è l’istinto a guidare il pescatore e questa attitudine si apprende solamente andando a pesca. L’esperienza è l’unica arma che si ha disposizione per fare un buon carniere.