La prova di recupero del campionato provinciale di surfcasting Roma 2014 si è svolta presso le spiagge di Maccarese e Passoscuro. A fine articolo troverai le classifiche provvisorie, sia per gli atleti che per le squadre. E’ la prima volta che pesco in quest’arenile e devo dire che i

Racconto

La settimana che precede le gare di surfcasting è sempre intensa. Non riesci a fare a meno di pensare a come sarà. Ti immagini la tua postazione e il mare che hai davanti. Speri di trovarti in un punto decente e soprattutto di trovare il pesce davanti a te. Più si avvicina il giorno della gara e più sale la tensione, a maggior ragione se fai come me e ti riduci alla costruzione di travi e terminali a poche ora dalla partenza.

Rispetto alle volte precedenti sono molto più ansia, mi sono classificato per ben due volte secondo e vorrei a tutti i costi conquistare la “medaglia d’oro” posizionandomi primo di settore. Questa gara è fondamentale per me, potrei aggiudicarmi con un turno di anticipo il passaggio al regionale e con un po’ di fortuna potrei raggiungere i nazionali.

Sono giunto in spiaggia intorno alle 14:00. La mia postazione è la numero 10. Il mare è in fase calante e la scaduta è alle porte. Un momento ottimo per pescare. Osservo la riva e noto subito di essere su una punta di sabbia, l’ultimo frangente si forma sulla secca ed è a circa 50-60 metri, molto più vicino rispetto agli altri concorrenti del mio settore. Loro hanno sotto riva una bella buca e la secca è molto più lontana rispetto a me. Si trovano in un punto molto favorevole per la cattura delle leccie stella. Il canalone sotto riva si stringe proprio sotto i miei piedi e la corrente sembra è molto sostenuta.

Nonostante ciò, sono costretto ad utilizzare la canna da beach ledgering, anche se vorrei pescare più pesante con questo bel mare formato. Ma dubito che i pesci di galla siano compatibili con l’attrezzatura pesante da surfcasting. Apro la Trabucco Cattura 4.50 100 gr, uso un trave delllo 0,35 con terminali da 60 cm dello 0.14 e ami del 10 Aberdeen. Come seconda canna, scelgo la Poetica mn2 200 grammi, pronta per pescare dietro l’ultimo frangente.

Il vento di scirocco è ancora sostenuto, faccio alcune prove e mi rendo conto che sia con i 50 che con i 75 grammi, se provo a lanciare oltre i 30 metri, il piombo viene portato via dalla corrente. Se voglio pescare leggero, devo arrangiarmi sotto il gradino di risacca.

Inizia la gara

Alle 15:00 arriva il fischio di inizio. Tutti gli atleti lanciano le loro esche in acqua e io non sono da meno. L’adrenalina è alle stelle. Poso la canna sul picchetto e spero che arenicola e koreano facciano il loro compito. Il primo squillo è del mio vicino, che tira fuori una leccia stella e una spigoletta da rilascio. Già sono in svantaggio! Passano pochi istanti e vedo il cimino della canna bacchettare. La mangiata è inconfondibile. Ferro e recupero una spigola da 20 cm. La slamo e la libero immediatamente, sperando che torni la mamma a farmi visita.

Passano una ventina di minuti ma non mi abbocca niente, quando all’improvviso vedo una tocca, ma mi rendo subito conto che non è un pesce, è il mio vicino che ha lasciato scarrocciare troppo il piombo e il suo amo ha preso la mia lenza. Porca miseria. Recupero per sbrogliare la situazione e con grande sorpresa, trovo una leccia stella attaccata all’amo. Cattura fortunata!

Sono passate un paio d’ore dall’inizio della gara e nel mio secchio c’è solo una leccia stella. I giudici mi hanno appena dato la notizia che nel mio settore, un concorrente ne ha già catturate dieci. Cavolo! Davanti a me non ci sono. Decido di cambiare strategia, prendo la canna pesante, innesco due americani e con uno sportenn da 125 grammi mi piazza subito prima della secca, nella speranza di catturare qualche bella ombrina. Devo per forza prendere un pesce serio, altrimenti non potrò mai rimontare 10 leccie stella di differenza.

La speranza si è affievolita, non mi mangia nulla, finché mi arriva all’orecchio che le leccie stella sembra si siano spostate oltre l’ultimo frangente. Decido di riprendere la Cattura, metto un piombo Roccorusch che mi garantisce un po’ più di tenuta e sparo il più lontano possibile. La fortuna vuole che il vento si è calmato e il mio piombo supera di una decina di metri l’ultima onda. C’è ancora corrente, quindi farò una specie di pesca in passata. Dopo 5 minuti, vedo che il piombo è arrivato al limite dello scarroccio e se non voglio prendere la lenza del mio vicino, sono costretto a recuperare. Per sicurezza ferro, non si sa mai. Mi rendo conto che il piombo sta andando troppo verso destra, va bene la corrente ma mi sembra eccessivo. Accelero per evitare garbugli con il mio vicino. Arrivato sotto riva, sento qualcosa bacchettare sul cimino. Pesce!!! Una leccia stella è attaccata al mio amo. Ottimo. Slamo e rilancio.

Passano altri 5 minuti e vedo la canna spiombare. Ferro e recupero. Un’ ombrina da 18 cm ha gradito il mio innesco con il pop-up. Rilancio subito. Passano pochi minuti e noto qualcosa di strano sul cimino. Ferro e recupero. La canna sembra più piegata del solito. Sento diverse bacchettate sul cimino. Ci siamo, sono arrivato al gradino di risacca ed ecco uscire dall’acqua una leccia stella sul terminale più alto, un’altra su quello centrale e un’ombrina su quello basso senza il pop-up. Tripletta!

Il mio secchio si sta via via riempiendo. Ho sentito che stanno uscendo delle belle ombrine da 30 cm, spero vivamente che abbocchino anche a me. Il vento si è fermato, ed è un momento favoloso per pescare. Vedo il cimino piegarsi di brutto per poi restare fermo in tensione. C’è qualcosa di strano. Forse un pesce ha abboccato e sta sfruttando la corrente. Decido di ferrare. Porca miseria, c’è qualcosa di carino attaccato dall’altra parte, anche se non sento vitalità dall’altra parte del filo. Forse ho preso la lenza con la piramide del mio vicino di gara? Spero di no. Il filo continua ad andare verso destra e faccio fatica a recuperare. Forse ho preso una toppa di alghe, se fosse un pesce dovrei sentire qualche vibrazione. La lenza è quasi parallela alla riva e come minimo avrò fuori altri 30 metri di filo. Noto che il pescatore accanto a me, ha appena recuperato la sua lenza, quindi non posso aver preso lui. All’improvviso sento una testata imponente. Il filo come per magia si è spostato sulla mia sinistra. C’è un bel pesce attaccato all’amo che nuota controcorrente. Le sue fughe sono prepotenti e sono straconvinto che sia proprio lei. Mi avvicino alla riva per “spiaggiare” il pesce. Ed ecco una meravigliosa ombrina da 30 cm! Wow! Questo pesce mi da la speranza di potermi classificare almeno al 4 posto. Non ho idea del risultato dei miei rivali di settore. Quindi non posso fare altro che slamare il pesce e ritornare a pescare. Da lì a poco, un’altra ombrina più piccola è finita nel mio secchio.

Sono le 20:00. La gara è finita. Il giudice passa a misurare le mie catture. Alla fine sono riuscito a prendere 13 pezzi, tra ombrine e leccie stella. Il giudice mi da la lieta notizia che non sto messo per niente male. Speriamo bene. Inizio a sistemare il tutto con la speranza di essermi aggiudicato almeno il podio. Passano una ventina di minuti e vedo il giudice ripassare vicino alla mia postazione, gli chiedo se sa darmi qualche indicazione e lui mi risponde che molto probabilmente ho fatto al primo di settore! Wow. Sono senza parole, non mi sono mai classificato primo e forse stasera potrò togliermi una gran bella soddisfazione.

Arrivo al raduno, dove ritrovo i miei compagni di team. Tra un racconto e una birra, ci sediamo ai tavoli del ristorante per cenare, in attesa che i giudici facciano i conteggi. Sono molto ansioso di sapere il risultato finale della gara. Tra una chiacchiera e l’altra, all’orecchio mi è giunta la voce di essermi classificato primo di settore! Fantastico. Sono veramente contento!

La gara era partita in sordina, ma sono riuscito a capovolgere la situazione e ad aggiudicarmi il primo posto. Da questa gara ho imparato tanto, mi sono reso conto che nel surfcasting non bisogna avere pregiudizi su alcuna strategie di pesca. In una condizione normale, non avrei tirato nemmeno fuori le canne da beach ledgering e non avrei mai immaginato di fare tante catture pescando così al limite. Quest’esperienza mi ha fatto riflettere su tutte quelle volte che mi sono fissato su alcuni concetti di pesca, rifiutandone totalmente altri. Ma non funziona affatto così, bisogna provare e non mollare mai. Ho capito che a volte il pesce non c’è, ma altre volte potrei essere io che sto pescando nel modo sbagliato.