Nonostante la sua giovane età vanta già risultati di tutto rispetto, tra cui la presenza al mondiale di surfcasting disputatosi in Sud Africa nel 2010 piazzandosi 6° nella classifica generale. Affermarsi a 21 anni potrebbe far montare la testa a molte persone ma a giudicare dall’ umiltà e dal rispetto con il quale si approcciato al nostro progetto, posso solo che prevedere traguardi ancora migliori. Con questo ti presento Lorenzo Secchiaroli e lo ringrazio pubblicamente per la voglia di condividere su SurfcastingBlog la sua esperienza.

Come è nata la tua passione e da quanto pratichi il surfcasting?

La mia passione per la pesca è nata molti anni fa, trasmessa da bambino principalmente da mio nonno. Poi col passare degli anni mi sono specializzato nella trota a laghetto, fino a quando la conoscenza di alcuni ragazzi che praticavano il surfcasting mi ha aperto gli occhi verso questa splendida disciplina che pratico a livello agonistico dal 2004. E’ stato amore a prima vista.

Che consiglio daresti ad una persona che inizia a praticare ora questo sport?

Il surfcasting, non a livello agonistico , all’ inizio può risultare anche duro e pesante, magari le belle catture si fanno attendere e le condizioni invernali spesso demoralizzano i novelli… quindi l’unico consiglio è sempre quello di aggregarsi ad un gruppo di amici, meglio se coetanei , frequentare negozi di pesca e magari leggere riviste specializzate di settore, per poter apprendere più velocemente possibili le basi del surf casting.

Cosa fa realmente la differenza nel surfcasting?

A questo punto una scissione tra diletto e agonismo è doverosa… in una pescata normale tra amici la postazione scelta e le condizioni del mare sono fondamentali, moto ondoso e marea risultano essere importanti a seconda della pesca che si vuole praticare e delle specie che si vuole insidiare…nell’agonismo invece tecnica, velocità, lancio e inventiva fanno spesso la differenza, logicamente anche un buon picchetto gioca un ruolo fondamentale.

Da cosa riesci a capire se il mare è redditizio o meno?

Specialmente nel periodo invernale scendere in spiaggia con le condizioni giuste è fondamentale. Internet è nostro amico e ci da l’opportunità di sapere in anticipo quando possiamo trovare le condizioni giuste, in modo tale da poter organizzare una buona battuta di pesca. Ad ogni modo le cose che osservo sono il moto ondoso, la presenza o meno di alghe, il colore dell’acqua e soprattutto il periodo in cui ci troviamo.

Quanto l’attrezzatura può fare la differenza nel surfcasting?

Come in ogni sport avere gli attrezzi di ultima generazione agevola nella fase di pesca,  aiuta a prendere più pesce. Il top in fatto di canne può essere fondamentale in fase di lancio magari per fare qualche metro in più, mentre avere mulinelli di ottima qualità permette di recuperare prede di taglia senza problemi.

In base a cosa scegli il tuo hot spot?

Indubbiamente il mio spot lo scelgo in base alla stagione, al periodo, alle condizioni del mare e soprattutto al tipo di pesce che vorrei catturare.

Qual è stata la battuta di pesca che ti ha più emozionato?

Nel corso degli ultimi anni ho fatto belle pescate divertendomi come un pazzo… ma dopo l’esperienza in sud africa, posso dire con certezza che le più belle pescate le ho fatte lì… quantità industriali di pesce, molti anche di taglia… sicuramente il sogno di ogni surfcaster.

Per mia esperienza personale sto notando che diventa sempre più difficile portare a casa un bel secchio pieno di pesce. In questi ultimi 10 anni secondo te c’è stato qualche cambiamento che ha portato il pesce ad allontanarsi dalle coste?

Questo è un tasto dolente del surfcasting, secondo la mia modesta opinione il problema non è che il pesce si allontani dalla costa…ma sta proprio finendo…L’inquinamento, l’innalzamento della temperatura e lo sfruttamento professionale  fanno in modo che il pesce diminuisca sopratutto in mari chiusi come il mio amato Adriatico.

Qual’ è il momento giusto per iniziare a fare le gare?

Sicuramente prima si comincia e prima si ha la possibilità di sfondare in questo sport, per fortuna la nostra federazione  ha un buon settore giovanile. I più giovani si possono affacciare anche sulle scene internazionali con le varie nazionali u-16 e u-21, che permettono di fare esperienze importanti; allo stesso tempo di essere seguiti da commissari tecnici di grande esperienza, con la possibilità di poter apprendere molti trucchi del mestiere, come nel passato Paolo Paolicchi ed Alfonso Vastano hanno fatto con me. Ad ogni modo non è mai troppo tardi per avvicinarsi a questo sport, ci sono molti agonisti di livello che hanno iniziato le competizioni da soli pochi anni.

Cosa si prova e in che modo sei entrato a far parte della nazionale italiana di surfcasting?

Il mio cammino è cominciato circa 6 anni fa nel 2005: convocato nella nazionale u-16 conquistai una doppia medaglia d’oro, individuale e per nazione, ai campionati del mondo di categoria; il mio cammino è poi continuato nella nazionale u-21 , da cui mi sono allontanato a causa di un paio di anni storti che mi hanno comunque aperto le porte anche nella canna da riva dove ho conquistato 2 medaglie d’argento ai campionati europei sempre con la nazionale. La svolta è arrivata lo scorso anno  quando al mio primo campionato italiano seniores, vinto grazie a 3 primi assoluti in 5 manche di pesca, sono riuscito a qualificarmi al club azzurro. Questo mi ha garantito di poter indossare la maglia dell’Italia ad uno dei campionati del mondo più emozionanti di tutti tempi, quello appena svoltosi in sud africa dove mi sono classificato 6° nella classifica generale individuale e sono stato protagonista, con i miei compagni, della conquista di una grandiosa medaglia d’argento.

Un ringraziamento particolare va alla mia società APSD SAN BENEDETTO COLMIC che mi ha sempre dato la possibilità di gareggiare in tutte le competizioni ed alla COLMIC azienda, sponsor personale, con la quale collaboro.