Il vento, causa scatenante del moto ondoso del mare, quando viene a contatto con la superficie del mare trasferisce parte della sua energia allo strato superficiale dell’acqua, che acquisisce una velocità maggiore rispetto allo strato sottostante; per attrito, la parte superiore avendo più energia trascina la parte sottostante creando un moto circolatorio.

Il moto ondoso del mare

Le particelle d’ acqua danno solamente l’impressione di muoversi infatti, una volta compiuto il loro movimento rotatorio, ritornano al punto di partenza. Se le onde non incontrassero ostacoli sarebbero destinate a dissolversi esattamente come si sono create,  tendono a chiudersi invece quando incontrano ostacoli come le scogliere o quando, avvicinandosi alla costa, il fondale diminuisce raggiungendo la metà della lunghezza dell’onda. Questa lunghezza si misura calcolando la distanza tra le due creste successive.
Riassumendo, quando un’onda si forma, si propaga e si piega fino a chiudersi raggiungendo il punto critico vuol dire che c’è interazione col fondale che comincia a smuoversi; nel caso contrario, quando l’onda non si chiude, il fondo del mare non interagisce col moto dell’onda, non c’è interazione ed non vengono rilasciate sostanze organiche e non.
Ora ti starai chiedendo cosa centrino queste sostanze, per ora posso dirti che è molto importante capire in cosa consista il moto ondoso e capire quando e dove il fondale si smuove. Mentre rileggi questa prima lezione prova a ricordare l’ultima pescata e mettilo in relazione con quanto hai letto. Cerca di visualizzare il mare, il suo aspetto ed il comportamento delle onde…questo è il primo tassello che un surfcaster deve conoscere per saper leggere il mare, non aver fretta di sapere il resto, fissa bene questo concetto e come un puzzle, pezzo per pezzo, arriverai all’immagine finale.