Ti ho lasciato con una domanda: cosa centra l‘accumulo detritico con il moto ondoso? Sono strettamente correlati, capire il movimento delle correnti marine è necessario per capire dove i pesci andranno a pascolare.
Procediamo per gradi. Iniziamo col definire il termine frangente: non è altro che un’onda che si frange contro un ostacolo, possa essere esso uno scoglio, la riva o una ammasso di sabbia nel bassofondo del mare. Riaffermiamo che un’onda si chiude, o si frange, proprio in prossimità di qualsiasi “barriera” artificiale o naturale. Puntualizziamo che per primo frangente si intende l’onda più lontana a vista d’occhio e che quando si dice oltre un frangente si vuole indicare lo spazio successivo all’onda, con la spiaggia come punto di vista. Infine spieghiamo l’accumulo detritico: un banco di sabbia che contiene detriti di natura organica e non.
Ora che abbiamo fatto chiarezza su dei concetti fondamentali passiamo a descrivere la corrente marina. Questa si divide in primaria e secondaria: l’una agisce sulla superficie in direzione della riva, l’altra, una volta che l’onda si frange, smuove il fondale e si spinge in direzione opposta, verso il largo. E’ la seconda a trasportare le sostanze inorganiche ed organiche (quelle che interessano ai pesci); quando queste due correnti contrarie si bilanciano e si annullano, solitamente oltre un frangente, si ha la deposizione dei detriti con un conseguente concentramento. Anche se nella lezione precedente abbiamo detto che la corrente superficiale ha più energia di quella sommersa, le sostanze trasportate tendono a concentrarsi verso il largo in corrispondenza del primo frangente. Sarà quindi più prolifico pescare in prossimità di quel punto ma quando non è a portata di lancio si può optare per il secondo, i pesci magari non saranno molti ma comunque presenti. Oltre un frangente si viene a creare un vero e proprio “corridoio detritico” che segue sì un percorso irregolare ma resta più o meno parallelo alla riva, sarà quindi facile con la luce del sole e della luna individuarlo. In definitiva questo spazio sarà quello dove i pesci andranno a pascolare.
Detta così sembra molto facile: sarà sufficiente lanciare oltre il primo fragente, se vicino, o scegliere il secondo; tuttavia l’onda pùo chiudersi anche in prossimità di un banco di sabbia sterile, privo di sostanze che attirano i pesci. C’è un modo per distinguere un punto prolifico da uno improduttivo, sarà necessario, nuovamente, osservare il mare: nel primo caso noterai che l’onda tende a frangersi dal centro verso l’esterno in modo dolce, nel secondo caso invece vedrai una brusca chiusura in modo lineare. Questo è dovuto alla consistenza dell’ammasso, poichè quando si tratta di sola sabbia è più duro e l’onda tende a spezzarsi in maniera decisa. Alla base, a parte tutto, ci sono i tuoi occhi e la tua capacità di osservazione, quando arrivi sul tuo lido preferito scegli con cura il posto migliore perchè anche pochi metri fanno la differenza.
In realtà, nostante studiare questi piccoli particolari è essenziale in senso assoluto, non sempre, purtroppo, possiamo trovarci nel momento più prolifico della mareggiata dove l’accumulo detritico è ancora ricco di sostanze organiche; in compenso ci sono settori alternativi che possono dare risultato in situazioni non ottimali, come le punte di sabbia ed i canaloni.
Per ora, mentre ripassi questa lezione, cerca nuovamente di immaginare le situazioni che ti ho descritto, ricorda come si sono chiuse le onde durante la tua ultima uscita. Hai lanciato nel punto giusto? Ti aspetto alla prossima lezione!