Dopo tanto tempo di assenza sul litorale pontino, sono tornato a pescare a Terracina insieme ai miei nuovi amici di pesca Stefano, Fabrizio e Dario. Sapevo che in zona erano state fatte molte catture di orate ma la maggior parte portando l’esca oltre i 150 metri o a nuoto o con qualche tipo di imbarcazione! Il che non mi appassiona molto come cosa, è vero che puoi tirar fuori bei pesci ma mi sembra un po’ di barare e credo che la soddisfazione non sia la stessa di quando conquisti la tua preda senza alcun tipo di aiuto. Spesso per la cattura dell’orata la distanza è tutto, proprio per questo saper lanciare è fondamentale. Detto ciò, ricordo a tutti che il 12 Novembre SurfcastingBlog ha organizzato un corso di lancio condotto da Michele Nardi (piccolo spazio pubblicità)! ISCRIVETEVI 😀

Siamo giunti sull’arenile intorno alle 18:30, il mare è calmo e una leggera brezza soffia da nord. Come parco esche avevo scelto: americano, arenicola, koreano e in caso di avvistamento serra avevo con me anche un cefalo da sfilettare.
La prima canna messa in acqua è stata la Mitchell Pro Competition; ho utilizzato un trave con uno solo snodo basso, terminale da un metro e mezzo del 0.25, amo del 4. Come esca un bel verme americano. Ho cercato di lanciare il più lontano possibile proprio alla ricerca dell’orata.

Mentre sono intento ad aprire l’artico Silente, noto che il filo della Mitchell non è più in tensione, ma il vettino continua a bacchettare.  Di sicuro un’ orata. Ferro. Sento che c’è un bel pesciotto dall’altra parte della lenza in quanto le sue testate si fanno sentire. Recupero lentamente il mulinello. Consapevole che negli ultimi 15 metri il pesce avrebbe fatto il possibile per riguadagnarsi la libertà, sono pronto ad allentare la frizione in caso di una ripartenza violenta. Il cimino continua a piegarsi, ma sono le ultime sfuriate. Finalmente ci siamo, vedo il piombo uscire dall’acqua e l’onda che si frange sulla riva porta con se una orata da circa 500 g! Sono soddisfatto! Come inizio non c’è veramente male. Slamo il pesce, innesco di nuovo un americano e rapidamente rilancio.

orata 500 g

Una decina di minuti dopo, sono riuscito ad aprire anche le altre due canne. L’ Artico Silente alla ricerca dell’orata, mentre la Tubertini da ledgering alla ricerca di mormore o pesci a galla. La prima rigorosamente con cannolicchio sgusciato e non, mentre l’altra solo Arenicola. Nella pesca è importante differenziare la strategia per andare alla ricerca del pesce.

Le tocche sulla Tubertini sono frequenti ma la mormora più grande era di 20 cm, di conseguenza ogni cattura è una preda sotto misura. Solo l’americano mi ha regalato mormore un pelino più grandi.

La notte passa rapidamente, ma il pesce serio non sembra pascolare davanti a noi. Ho provato di tutto. Ho innescato granchi, cozze trovate sulla spiaggia ma a quanto pare di orata ce ne era una sola! 🙂  Ciò nonostante, ci siamo divertiti!