I giorni di preparazione ad una gara sono estenuanti. Controlli ogni ora il meteo per avere una vaga idea di come sarà e in funzione a quello dovrai preparare la tua battuta di surfcasting. Dovrai creare travi adatti all’occasione, preparare tanti terminali già pronti per aver maggiore rapidità. Ma poi ti sorge il dubbio… e se il mare non fosse così? E allora ti prepari l’alternativa e l’alternativa dell’alternativa, insomma nella mente si mescolano idee e non sai veramente che pesci prendere. Tra l’altro sai che ci sono tre campi gara possibili e ognuno di questi ha le sue particolarità. Ragazzi, quando arriva il giorno della gara sei con i nervi a pezzi, almeno per quanto mi riguarda. Ma poi, sale l’adrenalina. E’ una sensazione diversa rispetto al solito, qui non stai sfidando il mare, ma ti stai mettendo alla prova con gli altri e soprattutto con te stesso. Ebbene si, sei solo davanti al mare, non puoi consigliarti con nessuno, ti viene dato un punto dove pescare e devi fartelo andar bene. Se sei fortunato ti trovi una bella buca davanti, se non lo sei ti potresti ritrovar una secca. E’ qui che si vede la bravura, devi fare il pesce con quello che hai difronte. Tra l’altro si pesca con una canna sola e non puoi provare due tipi di pesca diversa, o ne fai una o ne fai un’altra. L’efficacia dell’una piuttosto che dell’altra, la potresti scoprire anche tue spese, perché basta una mezzora buttata per perdere posizioni, ma è tutto ciò che rende le gare emozionanti. L’imprevedibilità e la costrizione a pescare in un posto, ti carica come una molla, è la sfida con te stesso che hai difronte. E’ un po’ come se tirassi le somme di una vita di pesca. Ti metti davanti al mare e alla tua canna e sei pronto a dare il via a cinque ore intense di pesca, in cui potrai sviscerare tutto il tuo sapere alla ricerca di quelle preda che potrebbe farti la differenza. Questo è stato per me il provinciale.

Non starò qui a raccontarvi nello specifico che cosa è successo. Infondo ho preso solo un pesciotto e mi sono classificato quinto nel settore. Un bello schifo. Tra l’altro avevo fatto il primo pesce del settore quasi subito. Un ‘ombrinella da 24 cm. Mi sembrava il mare adatto per questo pesce. A Pescia Romana ne girano veramente tante e se prendi la serata giusta ne puoi fare strage. Ma purtroppo non è andata così. Sono rimasto fermo a quella. Non che il primo di settore ne abbia fatte molte di più, dato che ne ha prese due, però bisogna arrendersi alla realtà. Non sono riuscito a tirarne fuori delle altre, nonostante abbia fatto il possibile. Però, a volte, bisogna arrendersi all’evidenza. Fuori avevo i granchi, sotto le alghe… insomma una serataccia.

La notizia migliore è che nel team c’è stata la perla di diamante di Cristian, che con una mormora da 34 e una preda tecnica (tracina) si è aggiudicato il primo di settore e, grazie a lui, abbiamo portato la prima medaglia a casa. Sono veramente felice per il suo risultato e so che sarà di buon auspicio per la prossima gara. Il nostro team è veramente fico e sono convinto che di risultati ne arriveranno tanti! Forza ragazzi!

Prima prova provinciale Roma 2013