Domenica 26 Febbraio, è stata una giornata che rimarrà impressa nella mia mente, una giornata dedicata totalmente alla pesca. A volte mi stupisco di quanto mi appassioni il surfcasting, sembra come una droga che mi provoca assuefazione allo stato puro, per fortuna però che i suoi effetti sono benevoli. Sta di fatto che gli stimoli che suscita in me sono i più disparati, in più amo la sfida e soprattutto amo migliorarmi e a quanto pare nel surfcasting c’è sempre da imparare qualcosa di nuovo.

Dopo questo piccolo preambolo sull’amore che nutro per questa meravigliosa passione, inizio a raccontarvi subito la mia giornata che è partita dal “World Fishing 2012” alla fiera di Roma, per terminare con una piacevole pescata alla Feniglia.

Sono giunto alla fiera alle 10, nonché l’orario d’apertura. Ero molto curioso di entrare e di vedere tutte le novità del 2012.  Mi immaginavo di trovare un po’ quello che vidi lo scorso anno allo “Sports Fishing Show ”  in quel di Bologna.
Appena entrato ho subito capito che era un qualcosa di totalmente diverso rispetto alle mie aspettative. La maggior parte degli stand presenti erano gestiti da negozianti pronti a venderti qualsiasi cosa guardassi.

fiera della pesca a Roma

A mio parere l’unico stand che valeva i soldi del biglietto era quello di Trabucco. La nuova collezione è veramente formidabile e credo che Michele Nardi abbia superato veramente se stesso nella creazione della nuova linea di canna da surfcasting! Tra l’altro era anche presente alla fiera e con la sua solita disponibilità ha spiegato a me e a tante altre migliaia di visitatori, tutte le caratteristiche delle nuove canne.

Dopo aver passato un paio di ore nello stand Trabucco ho deciso che era giunto il momento di partire per una battuta di PAF. Direzione: Ansedonia.

Questa volta sono partito all’avventura insieme al mio amico Raffaello, che ho scoperto essere molto più malato di me per la pesca… a volte mi fa veramente paura! 😀
Tra una chiacchiera e l’altra il viaggio è volato e dopo un’ ora e mezzo ci trovavamo in quel d’Orbetello a mangiare un pezzo di pizza. Eravamo molto indecisi sulla meta della nostra pescata e stavamo cercando di valutare con cura la spiaggia da batter. A volte la fretta è cattiva consigliera. Ragionavamo sul vento di maestrale che in tarda serata sarebbe girato a grecale, insomma l’unico posto dove poter pescare qualcosina sembra essere solo la Feniglia. E proprio qui che abbiamo deciso di andare.

surfcasting in Feniglia

Abbiamo iniziato a pescare intorno alle 16:00. Come punto per picchettare ho scelto una bella punta di sabbia, di solito con il mare calmo sono i punti più redditizi.
Ho montato tra canne con le seguenti configurazioni: Cassiopea 160 gr con associato Shimano Ultegra CI4 XTA 14000, filo in bobina 0.18,  montatura long arm, piombo da 100 grammi; Cassiopea 120 gr con mulinello Daiwa Windcast 5000, filo in bobina 0.18, montatura con doppio snodo e terminali da un metro, piombo da 75 grammi; Tubertini Eurocasting 11o gr con mulinello Shimano Ultegra CI4 4500,  montatura con doppio snodo e terminali da un metro, piombo da 75 grammi.

La mia strategia di pesca era incentrata sulla ricerca del pesce a diverse distanze. Difatti con la Cassiopea 160 gr andavo alla ricerca del pascolo più esterno intorno ai  100-120 metri da riva, l’altra Cassiopea l’ho posizionata sui 70-90 metri, mentre la Tubertini tra i 40-60 metri.

Il parco esche per la serata era: arenicola, cannolicchio, bibi e koreano.

La prima tocca è arrivata intorno alle 17, il mix arenicola cannolicchio sembrava aver attirato qualche bel pesce, che per sua fortuna non è rimasto attaccato il mio amo. Per vedere la prima cattura della serata ho dovuto aspettare il cambio di luce, un bella mormora da 4 etti ha abboccato alla Tubertini. La serata sembrava iniziare per il meglio.

Ad una trentina di metri da me, su un’altra punta, si era posizionato Raffaello, ma la sua pescata nell’ora del tramonto è stata rovinata dalle continue abboccate delle menole, un pesce molto aggressivo che divora tutto ciò che lanci in acqua, però le sue carni non sono così prelibate. Qui sotto ho inserito una sua foto.

menola

Appena arrivato il buio, vedo sbattere il cimino della Cassiopea 160 gr, il mio cuore mi è subito andato a mille perché come esca aveva innescato il bibi. Ero quasi certo che fosse un’orata. Inizio la fase di recupero, e sentivo delle belle fughe laterali ma tutto mi sembrava tranne che fosse un’orata. Un po’ curioso aspettavo di vedere di che pesce si trattasse. Quasi in prossimità del gradino di risacca vedo un pesce dalla forma affusolata, sembrava quasi essere una spigoletta ma la realtà è stata ben diversa. Un sughero! Sono rimasto un po’ basito dalla cosa, di solito il sughero è solito abboccare a inneschi poppati di arenicola o koreano, non avrei mai immaginato di vederne abboccare uno al bibi. Un po’ divertito ho iniziato ad innescare un altro bibi, ma nel mentre un’altro pesce aveva abboccato sulla Tubertini. Altra mormora!

mormore in feniglia

Nonostante le tocche fossero abbastanza frequenti, spesso bisognava attendere una mezz’ora per vedere la successiva. Insomma non c’era una grande frenesia alimentare. E spesso ho dovuto lanciare la mia esca alla ricerca di un nuovo pascolo. Sembrava quasi che le mormore girassero in solitaria. Devo dire che ho faticato un bel po’ per raggiungere quel risultato.

 

Intorno alle 23 la situazione sembrava essere in stallo, non riuscivo a vedere più una tocca. A questo punto ho cambiato strategia. Iniziare a lanciare l’esca il più lontano possibile, dopo di che ogni 5 minuti recuperare 10 giri di mulinello. Questa strategia aveva fruttato a Raffaello qualche minuto prima. Diciamo che è il modo migliore per andare a ricercare il pesce, sondando a fondo un bel tratto di mare.

Faccio un bel innesco di arenicola sulla Cassiopea 120 grammi, e con un bel side porto le mie esche sui 120 metri. Posiziono l’ascensore e attendo un po’ per vedere cosa succede. Passati 5 minuti faccio 10 giri di mulinello e riposiziono l’ascensore. Non passano nemmeno 30 secondi che vedo il segnala cattura schizzare in alto e sbattere sull’anello della canna. Ferro e dalle testate sembra un bel pesce! Qualche minuto dopo un’ altra mormora da 4 etti è andata a far parte del mio carniere.

pesca in feniglia

Questa è stata la mia ultima cattura della serata, anche perché la stanchezza iniziava a farsi sentire. La serata è stata chiusa con 11 mormore, un sughero. Diciamo che mi sentivo abbastanza appagato, ma lo stesso non era per Raffaello, tant’è che una volta rincasati ad Orbetello, dove lui ha casa, dopo un piatto di pasta piuttosto di mettersi a riposare, alle tre di notte ha deciso di andare a cercare qualche calamaro o seppia a spinning! 😀 Io ero esausto e sono rimasto a dormire invece. Il ragazzo è rincasato alle 6 di mattina con una bella seppia nel mio povero secchio diventato tutto nero di inchiostro! Come si dice “chi la dura, la vince”… Grande Raffo! 😀