11 Dicembre 2010

La natura che ti avvolge e ti protegge, un lembo di mare racchiuso tra due promontori, il dolce rumore delle onde che ti accompagna nella notte, un cielo stellato infinito che brilla sopra di te… capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi… Emozioni!
La magia che si crea alla Feniglia è qualcosa che va oltre il tempo e lo spazio, ogni volta che torno dalla pescata sembra che sia stato un  mese in vacanza e riesco, in qualche modo, a ricaricare le mie energie e a tornare in sintonia con me stesso. Un esperienza unica nel suo genere.
Siamo parti alle ore 14,oo da Roma per giungere sul posto due ore dopo, (per le indicazioni su come raggiungere la Feniglia potete andare nella sezione hot spot), c’era un leggero vento da Ovest che increspava il mare e dato che qui l’acqua è molto bassa si creavano un serie di ondine nei primi 20 metri di mare. Il nostro obbiettivo primario erano le mormore di taglia che, nelle prime giornate fredde di dicembre, si avvicinano in massa alla riva per nutrirsi. Ho portato con me 3 scatole di arenicola, l’unica esca da potare con se in questo sito. Già dai primi lanci le toccate erano frequenti, mormore e oratelle si attaccavano alla nostra lenza. Il sole cominciava a tramontare e una bella mormora viene portata a riva dal mio compagno di avventure, Cristian. Se questo era l’ inizio c’era da aspettarsi una divertente nottata.
Improvvisamente il vento ha cessato di soffiare e con l’abbassamento della marea o per qualche strana coincidenza, il pesce si era allontanato notevolmente da riva, lasciando il posto ai stramaledetti granchi che hanno banchettato con la nostre esche, portando via con se anche molti ami. La situazione era chiara. Per il momento era abbastanza inutile pescare e per rivedere qualche pesce avremmo dovuto aspettare il prossimo cambio di marea.
Accendiamo un fuoco per riscaldarci, dato che il freddo cominciava a farsi strada verso le nostre ossa, rendendo la permanenza un po’ complicata. Intorno alle 22,00 abbiamo cominciato a riporre le canne nelle apposite sacche, la serata non era stata delle migliori ma le sorprese non erano ancora finite. Risalendo con la macchina, c’è stato un meraviglioso incontro con un cerbiatto. Il buio e il silenzio della notte ci attorniavano, l’animale con sguardo fiero e tranquillo ci guardava senza alcun timore, in questo istante c’era racchiuso tutto l’incantesimo della natura.