La Feniglia è una delle spiagge più belle in cui sia mai stato a pescare, l’atmosfera di questo posto è unica. Ti senti avvolto nella natura. Mare cristallino, sabbia fine, macchia mediterranea alle spalle. A tutto ciò si uniscono le luci del porticciolo di Cala Galera, dove sono ormeggiate diverse imbarcazioni che mostrano i propri alberi sprovvisti di vela.

Sono giunto in questo meraviglioso posto intorno alle 19 insieme a Cristian e Massimo, tutti pronti per una battuta di surfcasting o per essere precisi “pesca dalla riva“. Il mare è calmo e un leggera brezza soffia da nord. La spiaggia è abbastanza uniforme e scegliere il punto dove posizionarsi non è cosa semplice. Abbiamo camminato lungo la riva per un centinaio di metri. Un po’ di posidonia giace sul bagnasciuga e nei pressi del gradino di risacca, probabilmente si è depositata durante l’ultima mareggiata.

In queste situazioni i piccoli particolari possono fare la differenza, qualcuno può fare una grande pescata mentre gli altri devono accontentarsi di qualche pesce di passaggio. Ho studiato attentamente le nostre postazioni di pesca e ho imparato diverse cose che voglio condividere.

Secchio di mormore pescate a surfcasting alla Feniglia

Io mi trovo in un punto di riva abbastanza rettilinea, Massimo si è avvicinato di più ad una piccola punta, mentre Cristian ha deciso di pescare in prossimità di una punta un po’ più marcata proprio a ridosso di un fiume di posidonia perpendicolare alla spiaggia che si inoltrava per una trentina di metri dalla riva.

Come attrezzatura ho deciso di utilizzare la Cassiopea 120 grammi con mulinello Daiwa Windcast 5000 ZT, trave dello 0.40 da 180 cm, con due snodi possizionati rispettivamente a 10 e 100 cm dal piombo. Terminale dello 0.18 in fluorcarbon e ami Aberdeen del 10. Piombo da 80 grammi.

Come seconda canna ho scelto la Tubertini eurocasting con mulinello Shimano ultegra CI4 4500; il trave era identico a quello riportato sopra, l’unica differenza è lo spessore del filo o.30 piuttosto che 0.40. Esca rigorosamente arenicola.

Dopo circa una mezz’ora di pesca ho già ben chiara la situazione. I granchi non ci sono e questo è già cosa buona e giusta; il fondale però è un po’ sporco e il terminale più basso tende a prendere un po’ di alghette, rendendolo quasi inutile. Difatti la maggior parte delle mangiate sono arrivate sul terminale superiore. Evidentemente il terminale più basso si va a posare sulla posidonia nascondendo l’esca al pesce. La soluzione a questo problema è semplice soprattutto quando te lo spiegano (grazie Massimo). Fai uno spezzone di filo da 60 cm e inserisci un piccole pezzetto di pop-up, quel tanto che basta a far sollevare di qualche centimetro l’esca dal fondo.

Mormora pescata da Cristian a surfcasting

La prima mangiate è arrivata intorno alle 20, mentre faccio un po’ di scorroccio alla ricerca del pesce. Una mormora di misura, per poi catturane un’ altra pochi minuti dopo. Dopo la cattura decido di allontanarmi dalle canne per andare a far due chiacchiere con Cristian, e vedo che nel suo secchio ha già tre belle mormore di taglia. Mentre dall’altra parte Massimo aveva preso qualche mormoretta ma di taglia buona solo una!

A questo punto ho capito che c’era una bella differenza tra la nostre postazioni. La scelta di Cristian è stata veramente azzeccata, evidentemente quel fiume di alghe attirava il pascolo delle mormore che poi tendevano a stanziarsi in quella zona, a differenza dai punti prescelti da me e Massimo dove passavano solo in modo sporadico.

Intorno a mezzanotte abbiamo deciso di andare via, e come di consueto inizio a fare qualche foto alle prede. Decido di recarmi da Cristian per fotografare il suo ricco bottino. Appena arrivo alla sua postazione il suo segnala cattura schizza di nuovo. Prontamente lui ferra. La canna si piega pesantemente al peso della preda. Sembra veramente qualcosa di grosso. La battaglia è appena cominciata. Cristian asseconda le ripartenze del pesce direzionando la sua canna. Siamo quasi giunti alla fine. Finalmente scopriremo cosa è rimasto attaccato all’amo. Dall’onda di risacca esce fuori una mormora veramente grande attaccata all’amo alto, ma non è finita perché una altra mormora della stessa taglia è allamata al terminale basso! Veramente due ottime catture. Complimenti.

Che dire, è stata un’esperienza fantastica, questo posto è magico e ti fa sentire in pace con il mondo a prescindere dal pescato… La Feniglia è sempre la Feniglia!