E’ passato parecchio tempo dalla mia ultima battuta di pesca a fondo, sono un pochino demotivato dagli innumerevoli cappotti ricevuti quest’anno. Sinceramente non mi era mai capitato e per questo mi sto approcciando anche ad altre tipologie di pesca. Nonostante tutto, l’amore per la pesca dalla spiaggia si fa sentire e proprio per questo ho deciso di tornare in pista nella speranza di passare una bella serata di pesca.

Questa estate, se così la possiamo chiamare, è stata senza dubbio una delle più piovose che io ricordi. Tutto ciò ha influito notevolmente sulla pesca. Le mormore e le orate scarseggiano, in compenso girano parecchie ombrine… almeno per sentito dire. Poi per qualcuno la situazione non è così drammatica, ma so per certo che la maggior parte dei pescatori non stanno ottenendo degli straordinari risultati, quanto meno sta uscendo molto meno pesce rispetto allo scorso anno. Confido che sia solo una stagione particolare e spero che Ottobre e Novembre possano essere dei mesi fruttuosi, così da cancellare il brutto ricordo di questi ultimi due, poveri di risultati.

Riva dei Tarquini Razze003

PAF a Riva dei Tarquini

Sono giunto in spiaggia intorno alle 17:30. Tanto per cambiare, in queste zone l’acqua è sempre torbida a causa dei tanti fiumiciattoli che sfociano al mare, anche se la colpa maggiore va attribuita al Fiora, il fiume che sfocia a Montalto di Castro. 

Il mare è molto bello per pescare, nonostante quel colore marroncino. Un vento da S-SW increspa la superficie, mentre le riva è molto frastagliata e spiccano tre punte di sabbia molto interessanti. L’unico problema è che per mettere l’esca in un punto di acqua un po’ più pulita, bisogna lanciare oltre i 60 metri. Per esperienza passata, ho capito che quando l’acqua è parecchio torbida, non è proprio l’ ideale per pescare. Osservando il mare, noto che 400 metri più giù, la linea che delimita l’acqua pulita da quella torbida, è molto più vicina a riva. Quindi decido di camminare e di arrivare nel punto prescelto, tra l’altro mi trovo proprio accanto alla foce di un fiumiciattolo, che sta buttando acqua marrone a più non posso. Ma ciò non mi da fastidio, dato che sporca solo i primi 20 metri di acqua, oltre a quelli tutto sembra più limpido. Qui la riva è rettilinea e le belle punte di sabbia che ho appena passato sono un lontano miraggio. Però alcuni dei miei amici si sono fermati a pescarci sopra, quindi avrò modo di capire se il mio ragionamento fila o meno.

Decido di impostare la pescata con i seguenti assetti: Trabucco Cattura MN 4.50 100 gr, Shimano ultegra CI4 4500, trave dello 0.35 con doppio snodo, terminali da un metro (quello superiore con pop-up), ami del 10 e piombo da 50 grammi. Trabucco Cassiopea MN 4.20 120 gr, Daiwa windcast 4500, trave dello 0.45 con doppio snodo, terminali sempre da un metro, piombo da 100 grammi. Trabucco Poetica MN2 4.50 200 gr, Trabucco X-Ride 8000, mini-trave dello 0,60, terminale da un metro e mezzo dello 0.22.

A circa 40 metri dalla riva, proprio di  fronte allo sbocco d’acqua, noto un ondina molto interessante e sotto di essa, spesso vedo passare dei bei cefali. Quindi una volta sistemata la Cattura, lancio il piombo proprio nel punto che mi ha ingolosito. La prima tocca non tarda ad arrivare. Il cimino della canna si scuote. Ferro. Il fondale è molto morbido e nonostante stia recuperando solo 50 grammi, sembra che abbia attaccato un pesce di buona dimensione, ma so che l’apparenza inganna. Dopo qualche ripartenza nel sotto riva, ecco la prima preda di giornata, una leccia stella da 20 cm. La slam, la libero e rilancio subito.

Dopo una mezz’ora riesco a montare le altre due canne da pesca, ho preso tutto con molta calma, dato che c’ è ancora gente in spiaggia. Tra l’altro un signore ha tirato fuori dall’acqua un serpente da mezzo metro, presumo sia biscia! Stava nuotando beata sotto riva. Probabilmente la piena del fiumiciattolo ha trasportato la nostra amica strisciante in mezzo ai bagnanti.

Siamo arrivati al tramonto e dopo qualche pesce da rilascio, arriva la prima abboccata interessante sempre sulla Cattura, è una mormora da 25 cm. E’ molto positiva come cosa, forse è la serata giusta. Mi giungono tra l’altro, voci che i miei amici hanno catturato già tre ombrine, di cui una da almeno 500 grammi.

Ombrine a

Il cambio di luce è nel pieno della sua bellezza, quando ad un certo punto vedo la Poetica “spiombare”. Un tonfo al cuore. Questa potrebbe essere una bella orata! Corro e ferro. Sento molto peso dalla parte opposta, ma come detto prima, il fondo è molto morbido e il mio sporteen da 125 gr sembra affondare che è una bellezza. Non sento nulla di vivo dall’altra parte, quindi un po’ rammaricato continuo a recuperare, sperando di sbagliare. Avevo ragione, nulla di fatto. L’esca è intatta. Forse è stato solo un falso allarme.

Il vento comincia ad alzare di brutto e l’abboccate di pesci decenti sono sparite. Continuo a catturare ombrine e mormore in formato portachiavi. Il cielo si annuvola sempre di più. Dannazione, sta cambiando tutto. Il buio dell’orizzonte viene squarciato da alcuni fulmini, mentre il cielo si rischiara a causa di alcuni lampi. C’è una brutta tempesta a largo, spero vivamente che non si avvicini.

Sono le 22:30 e tutto tace. Sono tentato ad andare via. Non ho voglia di prendere la pioggia. Decido di iniziare a sistemare qualcosa, quando il vento cessa di soffiare. Sale una umidità terrificante. Vedo un movimento strano sulla Cattura. Prendo la canna e ferro. Il cimino si piega di brutto. Inizio a recuperare a fatica. Devo adottare la classica tecnica che si vede utilizzare in barca, ovvero “pompare” il pesce o quello che sia. Ho timore di stuccare il filo del mulinello, ho un peso morto attaccato all’amo, forse ho preso un bel ciuffo d’alghe.
Sono giunto allo scalino finalmente, sento qualche leggera testata, forse c’è anche un pesce attaccato. Recupero e finalmente riesco a svelare il mistero del peso. Sul terminale alto c’è una mormora da rilascio, mentre sul quello basso c’è un pezzo di legno di buone dimensioni e a seguire una razza. Con tutti i pesci del mondo, cosa mi abbocca? Una razza.

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Il tempo di rilanciare e noto quello stesso strano movimento anche sulla Poetica. Ferro e di nuovo sento un peso notevole dall’altra parte. Ci risiamo, un’altra razza leggermente più grande ha gradito l’innesco di americano. Slamo il pesce e rilancio. Brutto a dirsi, ma vedo anche sulla Cassiopea lo stesso strano movimento. Sono circondato da razze! Infatti da lì a poco ne ho spiaggiata un’ altra.

La serata è terminata a “colpi di razze”, ma devo dire che mi sono comunque divertito. Il tempo è volato e ho avuto il mio bel da fare tra una cattura e l’altra. Spero che questa uscita sia di buon auspicio, confidando di fare al più presto una battuta di pesca ricca di soddisfazioni.