Sono reduce da due giornate intense di pesca allorata con il granchio. Come è ormai noto, per catturare lo sparide d’oro di taglia bisogna armarsi di tanta pazienza e ricercarla nelle ore diurne fino al tramonto. Ovviamente può accadere anche in notturna, ma le ora calde sono sicuramente il momento migliore per insidiare l’orata.

La ricerca dell’orata implica una pesca totalmente selettiva e senza alcun dubbio innescare un granchietto è la soluzione migliore, sia per catturarla e sia per restare in pesca. Utilizzare i vermi di giorno, soprattutto se il mare è calmo, implica un quasi certo banchetto per i granchi. Quindi se si vuole restare in pesca, lo stesso crostaceo è la soluzione a tutti i nostri problemi.

granchi

Pescare lo sparide in questo modo può risultare al quanto noioso, dato che se riesci a tirarne fuori 3-4 sei decisamente fortunato, è anche vero che se peschi con il granchietto, l’esemplare non scende mai sotto i 500 grammi. Quindi noiosa si, ma che soddisfazioni!

Marina di Pescia Romana

paf pescia romana

Come procurasi i granchi in spiaggia

Appena giunto in spiaggia, ancor prima di montare le canne, ho subito cercato di procurarmi qualche granchio. Ho preso un bastoncino, l’ho fatto passare tra le branchie di un’alicetta, e poi l’ho conficcato nella riva. Nel video potrai vedere i risultati di questo piccolo stratagemma per procurarsi i granchi.

Come innescare il granchio senza ucciderlo

Soffia un leggero scirocco e il mare è leggermente increspato, sembrano proprio le condizioni ideali per catturare qualche orata di taglia. Piazziamo la bellezza di 6 canne, tutte esclusivamente con il granchietto. Nel video potrai vedere come innescare il granchio.

In meno di venti minuti però, il vento aumenta e il mare inizia a montare. Si intravede la schiuma formarsi a largo e le prime onde iniziano a frangersi a 30-40 metri dalla riva.

Pesca a fondo all’orata con il granchio

Nonostante pesco da diversi anni, ancora mi stupisco quando il mare in un piccolo lasso di tempo cambia il suo stato, passando da calmo a mosso o viceversa.
Le gittate dei lanci perdono di potenza a causa della forza contraria del vento, ma qui il primo canalone sta sui 50 metri, e riusciamo a raggiungerlo con discreta semplicità.
Il tempo passa e il moto ondoso aumenta, tant’è che abbiamo deciso di dedicare una canna per il sotto riva alla ricerca di qualche spigola, sarago o ombrina.

Ore 15:00. Dopo 6 ore di pesca, a parte un paio di leccie stella e un paio di aguglie, di orate nemmeno una tocca. Purtroppo il nostro tempo a disposizione è terminato e dobbiamo chiudere le canne. Una volta sistemata tutta l’attrezzatura, ci carichiamo tutto sulle spalle, modalità mulo, e mentre stiamo per girarci in direzione della macchina, notiamo che alcuni pescatori ad un centinaio di metri da noi, spiaggiano un bel pesce, almeno da un chilo. Senza dubbio è un’orata. Resto allibito!

Proprio ora che devo andare via gli mangia un’orata? Avrei voluto non vedere mai quella scena! Mi è venuta la voglia di rimontare tutto e di ricominciare a pescare. Tra l’altro il moto ondoso stava via via scemando e sicuramente fino al tramonto qualcosa sarebbe potuto uscire. Che desolazione e che rabbia e soprattutto, nonostante 6 ore sulla spiaggia, la voglia di pescare è di nuovo alle stelle.

Torre Flavia

Dopo lo sconforto del giorno prima, insieme al mio amico, abbiamo deciso di ritentare la sorte ma questa volta più vicino. Torre Flavia mi ha regalato gioie e dolori, ma sicuramente è uno spot che merita rispetto perché a volte paga veramente bene. Proprio come il giorno prima ci armiamo di granchietti e mettiamo di nuovo sei lenze in acqua. Il mare sbatte un po’ sotto e un po’ di vento da ovest ci impedisce di lanciare al meglio, ma poco importa, a volte si fanno catture record anche a poche decine di metri dalla riva.

surfcasting a torre flavia

Il sole è alto nel cielo, sembra quasi estate. Nonostante il vento, i raggi sul viso si fanno sentire a differenza delle orate di cui non se ne vede l’ombra. La prima emozione arriva intorno alle 15:40, quando improvvisamente si spiomba la canna del mio amico. Purtroppo però era solo una maledetta busta. Per un attimo siamo rimasti con il fiato in gola, ma nulla di fatto.

Pesca all’orata con il granchio: la cattura

Ore 16:03. Mentre faccio due chiacchiere con il “Maestro”, noto il filo della Cassiopea 120 gr leggermente in bando. Forse è qualche onda che ha fatto allentare il filo, per sicurezza decido di controllare. Recupero qualche metro di filo e ferro. La canna si piega! Sento un bel peso dall’altra parte della lenza. Poi delle testate vigorose. Inizio a recuperare. Il filo va tutto verso sinistra. Seguo la sua fuga camminando sulla riva cercando di tenere sempre il filo in tensione. Dalle testate sembra un bel pesce.

Mancano pochi metri e tra le onde si nota una inconfondibile sagoma. E’ lei, l’orata. Si dimena, non ha voglia di uscire dall’acqua. Cerco di non forzarla troppo e aspetto il momento giusto. Ecco che inizia a cedere. Un’onda si sta per frangere sulla riva. E’ ora di tirarla fuori. L’onda si chiude, la schiuma si ritira e lascia sulla riva una bellissima orata da circa 700 grammi. Che grande soddisfazione. Catturarla con il granchietto, dopo tanto impegno, beh ti ripaga veramente di tutto. Certo non è uno esemplare big, ma chi se ne importa. L’importante è averla catturata. Poi se è da 700 gr o da 3 kg è anche una questione di fortuna. Nel video potrai vedere con i tuoi occhi il momento della cattura.

La serata è terminata solo con questa cattura. Purtroppo la pesca a fondo all’orata con il granchio è così. Se ne fai una è già “tanta roba”! Se ne prendi di più è davvero il tuo giorno fortunato! Nonostante tutto, voglio continuare la mia ricerca. So che nel mare c’è un’orata big che sta aspettando solo me! 😀

orata catturata a surfcasting con il granchio