Oggi è il secondo giorno di scirocco. Le previsioni stimano una velocità media del vento di 20 km\h con raffiche che possono raggiungere i 45 km\h. Nonostante tutto non è prevista pioggia per la giornata di oggi. So con estrema certezza che su tutta la costa laziale la pesca potrebbe risultare veramente molto complessa e dato che siamo ad Aprile non sono poi così convinto che pescare in condizione di surfcasting estremo possa portare grandi risultati. C’è solo un posto dove trovare le condizioni ideale per la pesca a fondo alle orate: Giannella.

pesca a fondo orate

Questo arenile è esposto in modo particolare rispetto alle altre spiagge del litorale. Lo scirocco soffia esattamente alle nostre spalle e di conseguenza appiattisce il mare davanti a noi, per poi agitarlo prepotentemente a largo. Infatti, se mai pescherai a Giannella in queste condizioni, vedrai il mare piatto sotto e tanta schiuma a largo.

Parto intorno alle 9:00 da Roma insieme alla mia ragazza, per ritrovarmi in Toscana intorno alle 11:00. Parcheggio la macchina difronte lo stabilimento balneare Nettuno, mi carico tutta l’attrezzatura sulle spalle e colmo di aspettative ed emozioni, mi avvio verso la spiaggia.

Giunto in spiaggia, osservo il mare. Ci sono sfumature di vari colori, si passa dal blu al marrone chiaro, dal verde al blu scuro. L’adrenalina sale ma devo restare calmo e scegliere con cura la postazione di pesca. La riva sembra un po’ tutta rettilinea e questo non è un ottimo segno. L’unico punto che mi colpisce è una leggera punta di sabbia a circa 200 metri dallo stabilimento, non sarà il top, ma decido di tentare la sorte in quel punto.

Per affrontare la pesca a fondo alle orate, opto per i seguenti assetti:

  • Veret Artemide Tris 100 gr 4.50; mulinello Shimano Ultegra CI4 45000 con filo in bobina 0.18 più shock leader conico 0.18-0.40; trave 0.35 da 150 cm con doppio snodo. Terminale 120 cm del Fluorocarbon Akita Pink 0.17. Amo Akita Kh7201. Piombo 50 gr.
  • Trabucco Cattura MN 100 gr 4.50; mulinello Daiwa Windcast 4500 (un po’ sovradimensionato per questa canna) con filo in bobina 0.18 più shock leader conico 0.18-0.40; trave 0.35 da 150 cm con doppio snodo. Terminale 120 cm del Fluorocarbon Akita Pink 0.17. Amo Akita Kh7201. Piombo 75 gr
  • Artico Gladius Plus 150 gr, mulinello Shimano Aerotechnium XT 14000 con filo in bobina 0.18 più shock leader conico 0.18-0.57; montatura long arm con terminale Akita Pink 0.23. Amo Akita KH3001 del 5. Piombo 125 gr.

Il parco esche è abbastanza vario: Arenicola, bibi, americano, muriddu.

Una volta montato il tutto, si parte con la battuta di pesca a fondo alle orate in Giannella. Lancio le lenze a tre diverse distanze. Il fondale sembra molto morbido e questo è buon segno. Dopo ogni lancio, recupero qualche metro finché non trovo un buca dove lasciare il piombo. Come lo riconosco? Semplice, quando sento più tensione sul filo capisco che devo fermarmi.

Pesca a fondo alle orata: il racconto

La prima ora corre via senza offrire nulla, se non qualche stella marina e questo, ahimè, non è affatto un buon segno. Quando ci sono loro, vuol dire proprio che i pesci sono lontani anni luce dalle mie esche, ma non importa. Quando si pesca di giorno bisogno mettere in preventivo rischi di questo tipo. Ora devo solo aspettare il momento buono, se ma ci sarà.

Ore 13:30. Recupero la Trabucco Cattura per verificare lo stato dell’esca e trovo, a causa di una micro alga, un piccolo nodo sul terminale. Sembra facile da sciogliere e dato che non ho fretta, decido di scioglierlo. Mentre cerco di sistemare il terminale, l’occhio mi va sulla Veret Aretemide Tris e vedo che il cimino si piega di brutto. Esito un attimo. Il vento sta facendo da padrone e non vorrei essermi confuso, avendo osservato con la coda dell’occhio. Mi avvicino alla canna che di colpo si ripiega. Non è il vento e non mi sono sognato questa abboccata. Corro verso la canna e ferro.

Il pesce è in canna! Sento subito delle testa possenti e con rapidità allento  la frizione che inizia a cantare. Wow! La canna è tutta piegata. Il cuore inizia a battere all’impazzata. Dall’altra parte del filo c’è sicuramente una bella pesce. La fase di recupero è molto lenta. Il terminale è uno 0,17 e devo assecondare tutte le fughe del pesce se voglio portarlo a riva. Se poi fosse è un’orata sono ancora più a rischio in quanto anche l’amo non è proprio adatto ad un pesce di questo genere. Le testate sono veramente potenti e per ogni 5 sei giri di mulinello, si riprende un paio di metri con delle fughe verso largo. Ci vuole calma e sangue freddo.

Dopo qualche minuto, il pesce è ad una trentina di metri. Sembra essersi stancato o semplicemente sta conservando le ultime forze per il rush finale. L’acqua nei primi 20 metri è molto bassa e questo potrebbe essere un vantaggio per me.
Comincio a vedere delle bollate. Recupero ancora. Sono a 10 metri dalla riva. Vedo la groppa di un’ orata fuoriuscire dalla superficie dell’acqua. Non riesco a ancora a capire quanto sia grossa. Recupero qualche altro metro ma l’orata non ci sta, si gira verso largo e riparte prendendosi diversi metri. Ho visto la sua coda uscire dall’acqua. Devo fare attenzione. Non ci sono onde ad aiutarmi per tirarla fuori e lei  continua a ripartire. Ho deciso di mettere in pratica tutto quello che ho imparato nella bolognese, ho allentato un tantino in più la frizione per agevolare tutte le sue sfuriate finali.

Mancano 5 metri al gradino di risacca e dopo l’ultima fuga, l’orata si gira su un fianco. E’ grossa. Finalmente si è arresa. Recupero ancora il filo e piano piano aspettando l’onda giusta, la tiro fuori dall’acqua…
E’ bellissima. Ha una livrea meravigliosa. La macchia gialla sul muso risplende. E’ veramente una bella orata e supera sicuramente il chilo. La prendo per la coda e la porta lontano dalla riva. Che emozione. Ho ancora il cuore in gola.

Surfcasting orata giannella

Pescare un pesce così con una canna da beach e 50 grammi di piombo è un’ esperienza unica. Mi sono goduto ogni suo piccolo movimento, ogni sua testata, ogni sua fuga. Devo complimentarmi con me stesso perché non era facile tirarla fuori con un filo così fino e soprattutto senza onde che mi aiutassero a spiaggiarla.
Sono i momenti come questi che ti ripagano di tutti i cappotti fatti, di tutte le ore passate ad osservare il cimino della tua canna sperando che qualcosa di bello si attaccasse al tuo amo. Non è sicuramente il pesce della vita questo, ma tenerla in canna con un complesso pescante così leggero non ha veramente prezzo. La pesca a fondo alle orate è troppo emozionante.

orata 2 giannella