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Ritorno a pescare in Feniglia tra vento e mormore

Surfcasting Feniglia

Dopo un mese e 10 giorni di assenza dalla spiagge, finalmente sono tornato a pescare in Feniglia. La crisi d’astinenza cominciava a farsi sentire pesantemente e la voglia di lanciare l’esca in mare stava divenendo un pensiero fisso. Nonostante il periodo di magra sia stato parecchio lungo e a volte un po’ demotivante, esistono alcune certezze che non possono essere smentite. Esistono quei posti in cui sei sicuro di poter far bene a prescindere dal periodo poco produttivo e uno di questi è proprio la Feniglia.

Siamo giunti in spiaggia intorno alle 16:00. La combriccola di pescatori è formato dai seguenti soggetti: Andrea Ferraris (nuovo autore di Surfcasting Blog e del nostro nuovo sito www.pescabolognese.com), Mariano, Riccardo (l’orataro) e Gabriele.
Appena messo il piede sull’arenile, il mio occhio viene immediatamente colpito dai tanti rami depositati dalla spiaggia e della grandissima quantità di posidonia accatastata nei pressi della riva. Questo crea un problema non da poco, ovvero i primi 2-3 metri di acqua sono colmi di queste alghe, di conseguenza risulterebbe molto impegnativo tirare fuori un pesce in queste condizioni. A questo punto, non ci resta che camminare alla ricerca di un punto più pulito.

Non ho idea di quanto abbiamo camminato, ma credo che ci saremo fatti almeno un chilometro a mezzo a piedi e devo dire che, carichi di attrezzatura, non è proprio una piacevole passeggiata e ancor più scoraggiante è pensare al viaggio di ritorno, dove la stanchezza della giornata e della pescata si comincia a far sentire pesantemente. Poco importa però, alla fine qualche sacrificio per la pesca lo si può anche fare e poi se esce una bella pescata, poco importa della lunghissima camminata.

Il vento di grecale soffia con una buona intensità, il mare si presenta comunque calmo anche se con un po’ di corrente. Decido di pescare comunque leggero, quindi monto la Cassiopea 120 gr e la Cattura 100 gr. Come montatura utilizzo la classica “top mormora“, uno dei calamenti migliori per la ricerca della mormora. Come grammatura scelgo di usare 75 grammi per la Cassiopea e 50 gr per la Cattura. Come esca, ovviamente, ho scelto tanta arenicola.

La prima tocca non tarda ad arrivare e una piccola mormora resta attaccata alla lenza della Cattura. Nel frattempo mi giungono notizie da Riccardo, che tanto per cambiare ha preso un’orata intorno ai quattro etti. Nulla di nuovo insomma, il ragazzo ha un bellissimo rapporto con lo sparide d’oro e ogni qualvolta siamo andati a pesca insieme, lui ha sempre preso l’orata di passaggio. Un grande! 😀

Comincia a calare il sole mentre il vento continua a scuotere i cimini delle canne. Vedere le mangiate così è veramente complesso. Mi avvicino alla Cassiopea e decido di recuperare qualche metro di filo, facendo un po’ di scarroccio con il piombo, un tecnica che stuzzica la curiosità dei pesci e spesso porta dei buoni risultati. Inizio a recuperare lentamente, quando ad un certo punto vedo il cimino piegarsi di colpa. Eccola! Prendo la canna e ferro.La prima mormora è nel secchio.

Nel mentre arrivano diverse catture anche per il mitico Mariano, che poco prima che sparisse il sole ha già tre mormore nel secchio. Nel frattempo ho rilasciato un saragotto e una spigoletta. Continuo a recuperare l’esche ogni 10 minuti, dato che capire le tocche con questo vento è quasi impossibile. Per fortuna che ogni tanto trovo la sorpresina. La seconda mormora arriva intorno alle 19:00, subito dopo arriva anche la terza.

Il vento comincia a placarsi finalmente, quindi posso montare i segnala catture a pendolino. Così non devo più stare molto attento ai cimini. Dopo 5 minuti vedo saliere il segnala catture della Cassiopea. Ferro e arriva un’ altra mormora. Rilancio subito confidando nel passaggio del branco. Difatti pochi minuti dopo ne arriva un’altra sempre sulla Cassiopea.

Slamo il pesce e sento Mariano chiamarmi. Vedo che ha la canna in mano e penso subito che gli abbia abboccato un bel pesce. Corro verso di lui in caso avesse bisogno di una mano. La cima è tutta piegata e nonostante non avverta testate, sente un gran peso. Ci domandiamo cosa fosse, un pesce di solito si fa sentire sulla vetta. Continua a recuperare finché non esce dall’acqua una razza. 🙂 Sempre meglio di niente!

Mi giro per ritornare alle canne e vedo il sengala catture della Cattura salito fino all’anello. Porca miseria, mi sono perso una una bella mangiata. Corro verso la canna e ferro ma non sento nulla dall’altra parte. Recupero la lenza e trovo il terminale senza più l’amo. Che desolazione, poteva essere un bel pesce. Questi sono i momenti sui cui ci rimugino sopra per tutta la settimana.
Le tocche sembrano ormai assenti, quindi provo a recuperare di nuovo lentamente il piombo della Cassiopea sperando di fare un’altra mormora a recupero, ed ecco che come per magia, il cimino inizia a bacchettare. Ferro e l’ultima mormora della serata finisce nel secchio. Alle una di notte, decidiamo di chiudere tutto e di tornare a casa.

La serata non è andata malissimo, alla fine tra pesci da tenere e quelli da rilasciare, abbiamo fatto una decina di pezzi a testa, ma se penso al numero di ore di pesca, beh sarebbe potuta andare molto meglio, ma poco importa. Alla fine ho fatto molto più pesce ieri sera che nelle ultime 5 pescate, quindi non mi voglio lamentare. In più la Feniglia è un posto meraviglioso e quando anche la compagnia è dello stesso livello, allora si crea un mix perfetto!

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