Sono appena rientrato da una battuta di surf casting molto particolare. Non consapevole di trovarmi un mare così “gonfio” e ricco di schiuma, ho scelto come spot Ladispoli. Qui il fondale è decisamente alto e misto sabbia a scogli (più scogli che sabbia). La pesca è molto complesso su questo arenile, bisogna adoperare per forza piombi temolini (adatti al fondale scoglioso) o il caro roccobomb che grazie alle sue alette si solleva dal fondo evitando così di incagliare. La presenza di orate, saraghi, spigole è rinomata qui. 

ladispoli 1

Sono giunto in spiaggia intorno alle 12.00. Un vento di libeccio soffia senza troppa forza. Il mare alla mia sinistra è abbastanza mosso, di conseguenza ho scelto un posto dove l’acqua era più alta per evitare la turbolenza. Questa scelta è stata fatta assai a malincuore. Vedere un mare da surf casting e non poterci pescare a causa del fondale scoglioso, ti fa sentire molto amareggiato. Proprio per questo mi sono posizionato a ridosso di una secca dove l’acqua era più alta e le onde non riuscivano a chiudersi.

Dai primi lanci mi sono reso conto che sarebbe stata molto più dura del previsto. Qui la spiaggia è rivolta ad Ovest, difatti il sole calla proprio di fronte alle tue canne, di conseguenza il vento di libeccio che soffia da sud-ovest fa diminuire notevolmente la gittata dei tuoi lanci. Non c’era alcun modo di superare la barriera dei scogli, specialmente con un piombo poco aerodinamico come  il temolino.

Ladispoli 2

Dopo un oretta e mezza di pesca con zero tocche e qualche stuccata scampata, ho deciso di osare un po’ di più. Fuori i temolini dentro i roccobomb. I miei lanci sono diventati subito più fluidi, ma ciò nonostante la barriera di scogli non riuscivo a superarla.

Il momento più emozionante è successo subito dopo il cambio di piombo. Faccio un corposo doppio innesco di arenicola sui due terminali della Tubertini da ledgering e cerco di lanciare il più lontano possibile( non avrò fatto di più di 50 metri). Mentre sto per posare la canna sul tripode mi rendo conte di avere già incagliato. Con molta gioia cerco di scagliare il piombo ma non c’è verso. A questo punto smetto di forzare la canna e decido di tirare il filo con le mani, strategia che a volte paga. Mi raccomando per fare questa pratica usate il ditale se non volete rimetterci un dito. Comincio a tirare il filo che come per magia si scaglia. Prendo la canna in mano e comincio subito a recuperare rapidamente per evitare ulteriori incagli. Mi rendo conto che il cimino della canna è troppo piegato e sento che il peso della lenza è aumentato notevolmente, ma continuo a recuperare velocemente. Sono convinto che ho attaccata all’amo un po’ di posidonia ma mi sbagliavo di grosso. A pelo d’acqua intravedo il piombo e subito dietro un pesciotto inaspettato. Un bel saragotto da 3 etti e finito nel mio secchio! 

sarago ladispoli

La pescata è proseguita senza più una mezza tocca. Solo incagli, shock leader da rifare e piombi persi. Un po stufo di fare nodi per non prendere niente, dopo le mie 5 ore di pesca ho deciso di tornarmene a casa. Ah dimenticavo… ho pescato anche una bavosa! 😀