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surfcasting con mare in scaduta

La perturbazione calerà d’intensità in tarda nottata, le nuvole lasceranno il posto ad un tiepido sole di Ottobre mentre il vento di scirocco andrà via via sparendo. Ci sono tutti i presupposti per un po’ di sano surfcasting con il mare in scaduta.

Sveglia alle 6:00 del mattino. Il tempo di passare al negozio a prendere l’esca (www.totalfishing.it) e si parte per Marina Di Pescia Romana. Sono convinto di poter fare qualche bella cattura, soprattutto di ombrine. Confido di trovare l’acqua torbida a causa delle piogge e un po’ di onda a smuovere il fondale. Le condizioni ideali per praticare surfcasting alle ombrine.

Sono le 8:00 e finalmente sono arrivato. Lascio la macchina davanti al bar e mi affaccio per vedere il mare. L’emozione sale quando mi rendo conto che ciò che speravo si è avverato. Il mare è in scaduta, ci sono onde gonfie che si chiudo lentamente, l’acqua è quel torbido giusto che lascia spazio anche al pascolo di pesce come mormore e orate, oltre che alle spigole. Sulla mia sinistra noto subito una bella buca per pescare. Mi piace ancora di più la secca che si trova alla sua sinistra, che smuove il fondale che grazie alla corrente, porta il nutrimento dentro la buca. Questa è la mia lettura della situazione, spero di aver ragione.

Come complesso pescante scelgo lo stesso della mia ultima battuta di surfcasting in Corsica, visto che mi ha regalato una spigola da 2,5 chilogrammi. Il parco esche è composto da Arenicola, Americano e Koreano Rosso. Preparo tutta l’attrezzatura e finalmente sono pronto per pescare.

Decido di lanciare la lenza della canna da beach ledgering nella buca a 40 metri. Con il piombo a sfera da cinquanta grammi, riesco a stare perfettamente in pesca nonostante ci sia ancora corrente. L’acqua è alta e questo facilita il compito. Mentre con l’Artico Gladius Plus 4000 lancio il piombo oltre l’ultimo frangente che si trova sugli ottanta metri.

Il primo squillo non tarda ad arrivare. Vedo la vetta della Cattura piegarsi. Prendo la canna e ferro. Sento che c’è qualcosa di carino dall’altra parte della lenza. Il recupero è abbastanza semplice e dopo aver gestito le fughe laterali sotto riva, ecco uscire dall’acqua una bella mormora da 28 cm. Come inizio non c’è male, soprattutto perché mi fa presumere che ci sia una bella varietà di pesce.

Passano una ventina di minuti e tra una doppietta e l’altra di piccole prede, finalmente vedo la vetta della Cattura piegarsi di brutto. Ferro. E’ un bel pesce e sta tirando parecchio. Recupero lentamente. Sento entrare lo shock leader negli anelli, manca poco per porre fine alla lotta. Le ultime fughe sono veramente forti e mi fanno partire la frizione. Aspetto l’onda ed ecco una mormora di oltre 500 grammi uscire dalla schiuma. Sono al settimo cielo. Non tanto per la cattura in se per se, ma perché ritengo di essere solo all’inizio.

Sono le 9:00 e vedo la Gladius Plus 4000 spiombare. Mi sembra una classica mangiata da ombrina. Ho messo un’americano gigante e un koreano grande altrettanto come esca, quindi spero possa essere una bella preda. Prendo la canna e ferro. Wow, la canna è tutta piegata e sento delle belle testate. E’ senza dubbio un’ombrina. Dovrò essere molto attento nell’ultima fase del recupero, perché l’ombrina regala delle fughe laterali sotto riva che ti fanno mancare il fiato. Ci sono quasi, ed ecco che cominciano le fughe. La canna bacchetta pesantemente e la frizione parte. Oggi i pesci sono proprio avvelenati. Smetto di recuperare e mantengo il filo in tensione, cercando di far stancare il pesce. Le ripartenze si fanno meno intense, è il momento di spiaggiarla. Aspetto l’onda, ed ecco un’ ombrina da circa 800 grammi. Bellissima e senza dubbio la più grande che abbia mai catturato.

Il tempo di innescare di nuovo l’americano, altra mangiata sulla Cattura. Corro verso la canna e ferro. Un altro bel pesce ha abboccato alla mia lenza. Un’ altra ombrina di circa 500 grammi è finita nel mio secchio. Una mattinata fantastica. Quando il mare è quello giusto e la postazione scelta è buona, i pesci si fanno eccome.

Il tempo scorre e con la beach sto tirando fuori tante varietà di pesce di piccole dimensioni: ombrine, mormore, triglie e orate. Decido di recuperare la Gladius per controllare lo stato dell’esca. Quando il piombo si trova a circa 30 metri dalla riva, la canna si piega di brutto, non capisco cosa sta accadendo. Sento delle testate fortissime. Vedo una scodata di una spigola veramente grossa, non ho nemmeno il tempo di aprire la frizione che il pesce lascia la presa. Ho il cuore a mille. Recupero e vedo l’amo del terminale alto stuccato. La spigola ha attaccato il koreano mentre recuperavo. Dannazione. Vorrei tornare indietro nel tempo e allentare la frizione prima dell’agguato, ma purtroppo non si può.

Sono le ore 14:00 e decido di chiudere la battuta di surfcasting. Il mare si sta quasi fermando e le tocche sono diminuite di molto. Il carniere è composta da 2 belle mormore e 2 ombrine di cui la più grande di 800 grammi. Sono contento della pescata, ma nella testa ho l’immagine di quella scodata paurosa e questo mi lascia quella vena di amarezza che solo il tempo curerà, forse. 😀

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