Quante volte nella vita capita di leggere un’intervista a tre, rilasciata dai ragazzi del team campione d’italia di surfcasting? E’ un grande onore per Surfcasting Blog pubblicare un’articolo di cosi grande spessore e così ricco di spunti interessanti. Parlare con tre campioni non capita tutti i giorni e bisogna fare tesoro dei loro consigli.
Il team “il martin pescatore“, costituito poco più di un anno fa, è riuscito in una grandissima impresa soprattutto grazie a tre atleti:  Schiavone CarloDi Donato MarcoPerigli Valerio.

Martin Pescatore Campioni d'italia

Carlo ha un negozio di pesca “Il Martin Pescatore e si trova in via della stazione di Cesano 363 (Cesano di Roma). Ho avuto modo di conoscerlo grazie al mio nuovo lavoro di rappresentante della Trabucco e da subito mi sono reso conto della sua grande esperienza nel surfcasting ma anche della sua umiltà e questo è un fattore determinante quando si vuole raggiungere dei risultati. Parlando con alcuni dei ragazzi del team ho potuto constatare che rispecchiano esattamente lo spirito di Carlo e questo sicuramente fa la differenza. E’ così che si crea un team vincente, anche a prescindere dei risultati. Consiglio a tutti di passare a trovarlo, sia per la sua grande esperienza nel surfcasting, sia per la piacevolezza di fare due chiacchiere con lui e con i ragazzi del team che troverai spesso al negozio.

Intervista ai campioni d’Italia di surfcasting 2014.

Come ci si sente a raggiungere un obiettivo così importante alla prima esperienza nel campionato italiano di surf casting?

Carlo: Sinceramente ancora ci devo credere. Speravamo, in quanto giovane associazione composta da giovani agonisti, di arrivare a qualche risultato! Ma questa è stata una partenza col botto! Di certo quando si parte per partecipare a competizioni come queste, si parte con la voglia di primeggiare, ma quando leggi i nomi dei partecipanti, ti accontenti anche di fare un buon risultato. Nei giorni successivi abbiamo metabolizzato il risultato e questo successo mi fa e ci fa sentire assolutamente all’altezza della situazione!
Marco: Ci si sente…..a dir poco entusiasti!Un associazione, la nostra, costituita poco più di un anno fa, composta di elementi che hanno approcciato da poco all’agonismo ma che hanno dimostrato una grande voglia e una grande passione. Un emozione unica davvero, un risultato nel nostro piccolo storico.
Valerio: A pensarci bene è una grande soddisfazione riuscire a vincere un titolo così importante gia dalla prima partecipazione e con tanti agonisti forti in gara, sopratutto per me che mi sono avvicinato all’agonismo da poco.

Qual è stata l’arma vincente per raggiungere questo grandissimo risultato?

Carlo: La compattezza di squadra. Un team affiatato e omogeneo sia dentro che fuori la competizione funziona per forza. Ci siamo confrontati sul campo gara, abbiamo studiato il settore e pescato come sappiamo fare. Poche cose semplici ma fatte bene.
Marco: Sicuramente la cura quasi maniacale dei dettagli di preparazione alla gara, travi, finali……tanto tanto allenamento e dedizione. Riunioni su riunione passate a chiacchierare ed a condividere quanto “provato sul campo”, quanto visto e dedotto dopo la pescata.
Valerio: Non c’è stata un arma vincente in particolare, diciamo che ci ha aiutato la passione, l’impegno, la voglia di fare bene e il gioco di squadra; queste cose hanno fatto in modo di raggiungere il risultato sperato.

Il martin pescatore

Parliamo un po’ di tecnica, ci vuoi svelare qualche segreto per ottenere un buon risultato nelle gare di surf casting?

Carlo: Un buon risultato si ottiene solo provando, andando a pesca. Non c’è cosa migliore che testare i travi, i terminali, le esche. Facendo questo assiduamente si riesce ad ottenere un buon risultato in gara, mettendo in pratica l’esperienza acquisita. Io personalmente ho iniziato a fare gare da poco tempo, ma pesco a surf da oltre 15 anni. Avevo il mio modo di pescare, alla ricerca del pezzo grosso sempre e comunque. Ho dovuto rivedere la mia tecnica per migliorare l’assetto di gara, cercando la leggerezza soprattutto per la ricerca del pesce di galla. Devo ancora imparare molto!
Marco: Sembra scontato dirlo ma per quanto ci riguarda il miglior segreto è stato….andare a pesca andare a pesca andare a pesca.!! Provare l’assetto di gara, i calamenti e in ultimo ma non per importanza lo studio della postazione di gara.
Valerio: Per quanto mi riguarda non c’è un segreto vero e proprio, l’unica cosa che aiuta a fare bene nelle gare è la passione per questo sport in primis e poi anche l’ esperienza e la conoscenza del mare che si acquisiscono con il tempo.

Campionato Italiano di Surfcasting box 2014

Una volta che arrivi alla tua postazione, come imposti la tua strategia di pesca?

Carlo: Ovviamente dopo aver preparato la postazione, leggo il mare, cerco di individuare possibili zone di pascolo e in caso di mare mosso lo studio del settore è fondamentale per individuare i canaloni e le eventuali buche. Poi passo al sondaggio del fondale con un piombo a palla per testare lo stato del fondo sabbioso per trovare la zona più “aperta” dove lanciare le esche. In genere parto sempre con una canna alla ricerca dei grufolatori sulla distanza e una più leggera alla ricerca di eventuali pesci di galla.
Marco: Montato il tripode gli stendi-finali le canne e quant’altro necessario si inizia a sondare lo spot, chiaro dipende anche dalle condizioni marine ma di prassi “lanciare il piombo” in acqua e iniziare a sentire la conformazione del fondale diventa un must.
Valerio: In base alle condizioni del mare del vento e della postazione di pesca vedo al momento come impostare la gara cercando di capire quali possono essere le possibili prede da insidiare.

Cosa fa più la differenza nelle gare le montature o la conoscenza del mare?

Carlo: Una senza l’altra non porta a niente. Serve saper conoscere il mare e serve saper presentare l’esca nel modo giusto nel punto giusto. Le 2 cose sono imprescindibili una dall’altra!
Marco: Entrambe gli aspetti sono fondamentali….sicuramente la conoscenza del mare, cosa che si acquisisce con anni e anni di pesca, è un aspetto determinante ma che non può assolutamente prescindere da una preparazione meticolosa delle montature.
Valerio: Secondo me le due cose vanno di pari passo; la conoscenza del mare abbinata ad una buona montatura fanno la differenza, una buona montatura lanciata nel punto sbagliato non serve a niente e viceversa.

Martin Pescatore campione d'itaia di surfcasting

Quanto conta l’atteggiamento mentale prima, dopo e durante le gare di surf casting?

Carlo: È stata un’arma vincente. In questa competizione siamo partiti tranquilli, consci dell’opportunità di partecipare ad un evento importante. Eppure devo dire che durante la prima manche sono un po’ andato nel pallone, i miei compagni catturavano e io non riuscivo ad aiutarli. Scesa la notte mi sono tranquillizzato e un paio di pesciotti li ho tirati fuori. Durante la seconda manche ero molto più rilassato, grazie anche alle condizioni di mare mosso molto più congeniali alla mia tecnica. E i risultati sono stati nettamente migliori!
Marco: Anche questo aspetto assume rilevanza fondamentale. Nel nostro piccolo forse possiamo tranquillamente affermare che forse proprio l’atteggiamento mentale è quello che ci ha consentito di avere quel qualcosa in più. Rimanere tranquilli e sereni, non farsi prendere dalla foga o dallo sconforto, non mollare nemmeno un secondo durante l’arco della gara.
Valerio: L’atteggiamento mentale conta molto, bisogna cercare di essere rilassati e restare tranquilli anche davanti agli inconvenienti che possono spesso capitare durante la pescata

Qual è il campo gara che ti ha regalato più soddisfazioni?

Carlo: Ho fatto cosi poche gare finora!!!…che devo dire…Marina di Grosseto e Principina a mare non li dimenticherò molto facilmente!
Marco: Mah, forse un campo gara che mi abbia regalato maggiori soddisfazioni in senso assoluto non c’è…alcuni luoghi ed alcuni gare forse si……la spiaggia di Badesi al primo Trofeo Magrini disputato…la spiaggia della Sentina al primo campionato under21…..o quella di Roccella Jonica nel debutto agli italiani da senior…..
Valerio: Al momento non c’è un campo gara in particolare che mi ha soddisfatto di piu rispetto ad altri, ma se devo citarne uno direi la spiaggia di “Marina di gairo” in Sardegna durante il “Magrini”.

Dalle gare regionali in poi, si pratica il “catch&release”, cosa ne pensi? E’ stato semplice mantenere i pesci in vita?

Carlo: Quest’anno era stato proposto di praticare il catch&release anche al campionato provinciale di Roma e la nostra società era favorevole a questo passo. Peccato non sia andato in porto il progetto. Personalmente lo trovo un bel modo di approcciare all’agonismo. Durante questo campionato italiano non ci sono stati problemi, il pesce catturato veniva riposto nel secchio con ossigenatore, è bastato tagliare il terminale per non rovinare il pesce. Tutto questo funziona però, soltanto se la presenza dei giudici di sponda è costante!
Marco: Assolutamente favorevole…l’ambizione di ogni vero agonista è quella di affermarsi al livello più alto possibile, per cui l’ambizione è quella di crescere perché mi chiedo non iniziare dal provinciale a praticare il catch&release? Mantenere il pescato in vita nella maggior parte dei casi non è poi così complesso….secchio, ossigenatore e se il pesce è allamato in profondità basta tagliare il terminale…..
Valerio: Sono favorevole al “catch&release”, è un modo per cercare di non rovinare ancora di piu un mare gia sfruttato ed inpoverito di pesci negli ultimi anni; per quanto riguarda mantenere i pesci in vita è stato facile, basta un secchio, un ossigenatore e un po di delicatezza.

Quando sei passato dall’hobby all’agonismo?

Carlo: Nel 2012 in concomitanza della fondazione dell’ASD MARTIN PESCATORE CESANO. All’inizio ero titubante, anzi avevo sempre visto con occhio di traverso gli agonisti. Mi sono ricreduto. Ho trovato tanti amici e tanti motivi in più per andare a pesca. Partecipare a gare e trofei mi ha permesso inoltre di affinare la mia tecnica. Oggi lo consiglierei a tutti.
Marco: Per quanto mi riguarda all’età di tredici anni…prima acque interne e poi verso i 15 anni la folgorazione del mare, del surf…….un lungo periodo di stop e poi quasi per scherzo ho ricominciato …..con qualche anno in più ma con la stesso entusiasmo e la stessa passione.
Valerio: Ho cominciato a pescare 12 anni fa per hobby ed ho iniziato a fare agonismo due anni fa nel 2012

Cosa consiglieresti ad un neofita che inizia a partecipare alle gare di surf casting?

Carlo: Andare a pesca. Da solo o in compagnia, col tempo bello e col tempo brutto. In poche parole fare tanta esperienza sul campo e meno sul pc. Approcciare con molta umiltà, ascoltare chi ha più esperienza e metterci tanta passione. All’inizio sarà dura e arriveranno le delusioni, ma prima o poi il momento di gloria arriva per tutti! Io ne sono la dimostrazione!
Marco: Il mio consigli spassionato è quello di far tesoro di ogni minimo dettaglio, di apprendere ogni più piccola cosa, di non abbattersi da eventuali risultati iniziali negativi ,cosa normalissima che succede ad ogni persona che si affaccia all’agonismo. Quasi dimenticavo….l’altro consiglio…andare a pesca andare a pesca e andare a pesca!!!
Valerio: Il consiglio che posso dare è quello di partecipare come faccio io sempre con lo spirito di stare bene e divertirsi senza buttarsi giu di morale se non si raggiungono subito i risultati sperati e soprattutto andare a pesca piu possibile, perchè l’esperienza sul campo è la soluzione migliore.

Martin Pescatore campioni surfcasting