Con un po’ di ritardo, ti racconto la mia ultima uscita a surfcasting di Mercoledì scorso. Nel pomeriggio mi sono recato, con il mio solito compagno di avventura Cristian, nella spiaggia di Ansedonia alla ricerca di qualche bella orata. Dopo il mare mosso dei giorni precedenti, il mare si era nuovamente placato ed ero convinto che i grufolatori avrebbero banchettato volentieri con le nostre esche. Il tempo era molto incerto difatti alla luce del sole, si alternavano passaggi di nuvoloni neri che ogni tanto lasciavano cadere grandi quantità di goccioloni d’acqua. Il paesaggio era fantastico, ricco di colori e quando anche l’arcobaleno si è materializzato nel cielo, la meraviglia era al completo.
In tutto ciò però di orate nemmeno l’ombra! Il tramonto era alle porte e finalmente un bella mangiata sulla canna del mio amico. Ci rendiamo subito conto che il pesce che aveva abboccato non era male e difatti una bella mormora da mezzo chilo finì nel nostro secchio.

Cristian con la mormora pescata dalla riva

Improvvisamente vedo flettersi la mia Artico Silente… ferro! Dalle forti testate capisco subito che c’è un bel pesce dall’altra parte della lenza! Recupero con cautela per evitare di perderlo. Mancava poco e avrei scoperto di cosa si trattasse. Mancavano pochi giri di mulinello ed era fatta. Intravedo il piombo che sta per fuoriuscire dall’acqua, quando improvvisamente la mia canna si piega con forza, un enorme coda esce fuori nei pressi della battigia! Non capisco più nulla. Solo un la testa di una bella mormora rimane attaccata all’amo. Mozzata di netto. C’è solo un pesce che può fare una cosa del genere: il pesce serra.

i serra attaccano le nostre prede durante la fasi di recupero. il surfcasting è anche questo

Ero incredulo! Ad un metro da me avevo visto un suo attacco e dalle dimensioni della coda, sarà stato almeno un esemplare dai 4 chili in su. Ero sbigottito. Non sapevo se essere più incavolato dall’accaduto, in quanto avevo perso una bella preda, o più affascinato dall’incredibile esperienza. Vedere con i proprio occhi un attacco così prorompente, ti impressiona e ti rendi conto di quanto la natura sia straordinaria.
Con un po’ di rammarico ho ripreso a pescare, la cosa che mi faceva più innervosire è che non avevo nulla per dare la caccia a quello stramaledetto pesce serra.
Come potrai immaginare le tocche tornarono ad essere assenti e adesso sapevamo anche perché, stavamo pescando nella zona di caccia di questi voraci predatori.
Da questa esperienza ho imparato una cosa: dalla primavera in poi, mai partire sprovvisti di qualche bel boccone da dedicare a questo straordinario predatore. La sfida continua… 😀