E’ diverso tempo che non scrivo un articolo su una battuta di pesca, il motivo è semplice da intuire. Raccontare i cappotti non è proprio il massimo, soprattutto se non ho imparato nulla di buono. Per carità, diverse volte sono andato al momento sbagliato a causa del poco tempo a disposizione, ma altre volte sono andato nei momenti che ritenevo buoni. Ho provato nuove spiagge, sono tornato in punti che conoscevo perfettamente, ma il risultato è stato sempre lo stesso: cappotto.

In tutta la stagione primaverile/estiva non posso contare una battuta di pesca decente, al di fuori di una avvenuta in Corsica, e ora che si avvicina l’autunno, la situazione non è molto cambiata. Credevo fosse solo un mio problema, ma la maggior parte dei pescatori stanno ricevendo lo stesso trattamento dal mare, che ormai sembra privo di vita.

Anche nelle gare provinciali a cui ho partecipato, la situazione è stata raccapricciante. Quando vedi 200 pescatori che riescono a tirar fuori solo 15 pezzi, vuol dire che la situazione sta diventando veramente grave. O ci siamo del tutto rimbambiti oppure c’è qualcosa che non va. Da cosa può dipendere? La prima risposta che mi viene a questa domanda è il clima. Non ricordo un’estate piovosa come questa, dove fino a giugno ancora non faceva caldo, anzi. Poi è scoppiato tutto insieme e per due settimane non si è respirato, poi è cambiato di nuovo. Probabilmente le acque non si sono riscaldate come al solito e questo ha ritardato o peggio deviato le rotte di pascolo dei pesci di stagioni. Le mormore scarseggiano oppure sono tutte da rilascio, i serra non sono presenti come in passato e anche le catture di orate di taglia sono state relative.

Un’altra causa può essere l’inquinamento oppure la massiccia presenza di reti a poche centinaia di metri della costa, ma resto dell’idea che il motivo principale di questi assurdi risultati di pesca, sia il cambiamento climatico. Come possiamo invertire la rotta? I pesci hanno semplicemente cambiato le loro abitudini?

temporale sul mare

Le domande sono veramente tante e le risposte sono molto poche. Non posso cambiare il tempo, ne togliere le reti o purificare le acque. Posso solo lavorare su me stesso. La serie infinita di cappotti, mi ha un po’ abbattuto e quando si pesca con poca convinzione, si fanno un mucchio di errori di valutazione. Spesso non sono stato attento alle maree o alle condizioni metereologiche e non ho osservato i venti. Tanti piccoli dettagli che nella pesca fanno la differenza. Anche in spiaggia non ho dato il massimo, partivo quasi rassegnato e questo non ti fa lavorare bene. Essere chiusi mentalmente non ti permette di cogliere i messaggi cifrati che ci manda il mare.

Ad esempio, alla gara di ieri sera, sono partito abbastanza carico ma dopo due ore di assenza di tocche, già mi ero demoralizzato di nuovo. Non c’era traccia di pesce nella mia postazione, nonché nel mio settore, dove chi stava meglio aveva preso una leccia stella da 8 cm. Ma poi è scattato qualcosa, ho iniziato a cambiare montatura, a lanciare più lontano, a recuperare lentamente. Ho sondato tutto il fondo e sostato nei punti che mi sembravano più adatti. Sono arrivato a recuperare fino a 10 metri dalla riva e lasciare il piombo lì. Ed ecco che arrivava la prima tocca. Una mormora da rilascio. Finalmente avevo trovato un punto con qualche pesce. Ho insistito e dopo diverse mormore da rilascio, ne è arrivata una da 27 cm. Questo pesce non mi è servito per vincere la gara, anche se era il pesce più grande del settore, ma mi è servito come esperienza. Ho capito che non bisogna mai mollare nella pesca e che se il pesce lo ricerchi alla fine puoi trovarlo. Qui ho tratto il meglio che potevo da un settore di 15 metri che mi avevano assegnato, e se espandessi questa atteggiamento e traessi il meglio da tutte le spiagge che conosco? Se mettessi la stessa determinazione e attenzione nelle mie battute di pesca? Come cambierebbe la situazione?
Questo è il mio impegno per le prossime uscite. Portare di nuovo la tensione da pesca ad alti livelli. Studiare il tempo e fare delle valutazioni prima di scegliere dove andare.
Credo che questo sia l’unica cosa che posso fare per cambiare la situazione perché di certo il mare non lo posso e non lo voglio cambiare.