Dopo la prima bocciatura, purtroppo è stato presentato nuovamente un decreto legislativo per l’immissione di una tassa per la pesca ricreativa al mare, ovvero una licenza di pesca per il mare. I costi non sono esagerati perché si parla di circa 20,00 € annui per chi pesca dalla barca mentre 10,00 € annui per tutte le altre tipologie, tra cui il surfcasting.

Di seguito riporto il testo dell’articolo

Art. 22.
(Pesca non professionale).

  1. La pratica di pesca sportiva e ricreativa a mare è subordinata alla comunicazione e al pagamento del contributo annuale di cui ai successivi comma 2 e 3.
  2. A decorrere dal 1° gennaio 2016 chiunque intenda effettuare attività di pesca sportiva o ricreativa in mare è tenuto alla comunicazione di cui all’articolo 1 decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del 6 dicembre 2010, come modificato dal decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 15 luglio 2011. La comunicazione ha validità annuale.
  3. Al momento della comunicazione e di ogni successivo rinnovo, i soggetti di cui al secondo comma sono tenuti al pagamento di un contributo annuo pari a 20 euro se intendano esercitare la pesca sportiva da imbarcazioni a motore e pari a 10 euro negli altri casi da versare secondo le modalità e i termini stabiliti con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanarsi entro 30 giorni dall’entrata in vigore della presente legge. I minori di 16 anni, i soggetti di età superiore a 65 anni e i disabili sono esentati dal pagamento del contributo annuale. L’esercizio dell’attività di pesca sportiva o ricreativa in mare in caso di mancato rispetto delle disposizioni di cui al presente articolo è punito con la sanzione amministrativa di cui all’articolo 1168 del codice della navigazione approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, incrementata del doppio.
  4. I proventi derivanti dal pagamento del contributo di cui al terzo comma sono versati all’entrata del bilancio dello Stato. Una quota delle risorse pari al 60 per cento è destinata al fondo per lo sviluppo della filiera ittica previsto al comma 1 dell’articolo 2; un’ulteriore quota pari al 30 per cento delle predette risorse, è destinata ad incrementare l’autorizzazione di spesa di cui al citato articolo 2, comma 98, della legge n. 244 del 2007 e è utilizzata anche per il finanziamento delle attività di vigilanza, controllo e contrasto al fenomeno della pesca illegale svolta dal Corpo delle Capitanerie di porto ed una quota del 10 per cento destinata alla pesca sportiva la cui gestione viene affidata al CONI.

Cosa dire? Hanno trovato un altro modo per rubarci i soldi. Non credo che quei fondi ci forniranno alcuna agevolazione. Non verranno migliorate le condizione del mare e delle specie ittiche all’interno. Non verranno punti i trasgressori che utilizzano le rete senza segnali luminosi. Sarà solo un modo per prendere soldi e per multare chi non sarà in possesso di questo scempio.

Sono quasi certo che questa volta il decreto verrà approvato. Sono senza parole, quindi lascio a voi tutti i commenti.