La primavera incombe. Le giornate lentamente si allungano. Il sole tiepido comincia a irradiare con maggiore forza il nostro ecosistema. Tutto cambia. Siamo giunti ormai al termine. Il surfcasting invernale è agli sgoccioli e con lui anche la ricerca della regina dei mari: la spigola.
Come ben saprai, i mesi più freddi sono il momento migliore per insidiare il serranide di lusso. Le femmine si accostano per la riproduzione e rilasciano le loro uova, che vengono a loro volta fecondate dai maschi. Generalmente gli esemplari big, sono le femmine e la loro dimensioni possono raggiungere anche i 10 kg, per i maschi invece, se arrivano ad un paio di kg è già tanto. Le prime accostate arrivano nel mese di novembre, mentre a marzo, con l’arrivo della bella stagione, tutto va scemare.

Finita questa breve intro, posso dire che nonostante i miei incredibili sforzi, i risultati di questo inverno di surfcasting non sono ancora arrivati. Catture di spigole pari uguali a zero. Tutto ciò ha creato una sorta di malessere interiore accompagnato da un senso nauseante di fretta. Eh si, il tempo stringe e mi sono rimaste poche chance di catturare la spigola da sogno. Il surfcasting però non è mai una cosa scontata e con grande trepidazione, racconterò la mia ultima battuta di pesca avvenuta qualche giorno fa. Senza alcun dubbio è stata una delle più emozionanti che abbia mai vissuto.

surfcasting sabaudia

Siamo giunti in spiaggia intorno alle 16:30. Lo spot prescelto è stato il litorale pontino, per essere più precisi Sabaudia. In mia compagnia c’è il solito Cristian e il mio amico Roberto, oltre a loro due c’è anche Simone, conosciuto grazie al blog, e il suo amico Massimo.

Lo scirocco soffia moderatamente e il mare crea una frangente intorno ai 40 metri, molto facile da raggiungere e superare. Il promontorio del Circeo protegge Sabaudia dai venti da sud-sud est e questo ti permette di pescare anche quanto i venti sono molto intensi. Il cielo è nuvolo ed è prevista pioggia. Tutto sembra ideale per catturare la spigola da sogno.

Dopo i primi minuti di pesca arriva la prima orata catturata da Massimo. Se non erro sta intorno al mezzo chilo.  Beh come inizio non c’è male. Tutto ciò ti crea ancora più entusiasmo. L’adrenalina sale e gli occhi restano incollati ai cimini in attesa dell’abboccata.

Il cielo comincia ad imbrunire e arriva una mangiata strepitosa sulla canna di Roberto, ma nemmeno il tempo di prenderla, che il pesce taglia tutto. Recuperando la sua lenza, ci rendiamo conto che il filo è tagliato sullo shock leader. Molto strano.
Nemmeno una mezz’ora dopo, vedo la mia anyfish anywhere, sbattere con forza, una, due, tre, quattro volte per poi allentarsi all’improvviso. Corro verso la canna. Una mangiata così potente è inconfondibile, soprattutto perché il pesce è riuscito a rompere anche il mio di filo. Ci sono i dannati pesci serra! Tenendo il filo in tensione, sentono le vibrazioni e attaccano il filo stesso, che irrimediabilmente si rompe.
Dannazione! Ho il cuore in gola. Ho immaginato di avere allamato il pesce dei sogni e invece mi ritrovo a rifare lo shock leader. Tra l’altro è arrivato un’altra orata ancora per Massimo, più grande di quella di prima, anche se non di molto. Senza perdermi d’animo, mi rimetto in pesca.

Il tempo passa, il mare è stupendo. Ci starebbe proprio bene una bella spigola. La notte arriva e con se porta una pioggia bella fitta che dopo una mezz’ora, lascia il posto ad un cielo meraviglioso colmo di stelle. E’ veramente tanto tempo, che non vedo un cielo così pulito. Queste emozioni te le regala solo il surfcasting. Nel mentre, il buon Roberto cattura un bellissimo sughero che supera i 30 cm. Non male come cattura.

Visto l’assenza di mangiate, mi vieni anche a me l’idea di mettere un pezzetto di pop-up per alzare l’esca, ma poi ci ripenso. Sono qui per la spigola e ritengo che il pop-up, con quel tipo di mare, non sia utile per catturare la regina. Molti non saranno d’accordo, ma questo è il mio punto di vista. A mio modesto parere, il long-arm è la soluzione migliore in una serata così. Tra l’altro ho impostato la mia pesca, lanciando una canna nei presi del frangente sui 40 metri, mentre l’altra sulla lunga distanza alla ricerca di qualche bella orata, visto che ne stanno uscendo.

Intorno alle 21:30, Roberto e Cristian ci abbandonano, mentre io, Simone e Massimo decidiamo di continuare e di aspettare la mezzanotte. Questa scelta mi ha regalato una delle serate più emozionanti della mia giovane carriera di surfcasting. A volte, ho dato delle regole al surf, nate dall’esperienze che creano determinate convinzioni, ma questa è una scienza inesatta, e tutto quello che non pensi si può verificare all’improvviso.

Arrivano le 23:00 e vedo Massimo correre verso la sua canna, ferra, il suo cimino si piega di brutto. Nel mentre vedo Simone che prende il raffio. Porca miseria, è qualcosa di grosso. Corro a vedere. Ho il cuore che mi scoppia in petto. Sono curioso di vedere questa spigolona.
Non so quanto tempo sia passato nella fase di recupero, ma ad un certo punto vedo spiaggiare un’orata da circa due chili. Meravigliosa. Resto senza parole. Com’è possibile? Ho sempre pensato che di notte le orate più grandi non abboccassero, ma forse questa è l’eccezione che conferma la regola.

orata da due chili catturata a surfcasting

Che emozione. Vedere prendere un pesce così ti riempie di sensazioni. Non so se essere più felice per lui o incazzato per me. Cavolo ma sempre agli altri deve arrivare il pezzo big? Va bè, torno alle mie canne e cerco di ritrovare la concentrazione. Ma nemmeno passano 20 minuti, che anche Simone ha un pesce in canna bello grosso. Un’altra orata da oltre un chilo e mezzo! Wow! A me stuccano i serra e loro fanno orata strepitose! Che serata! Credo di provare un po’ d’invidia e credo anche che sia del tutto normale, chi non vorrebbe fare catture del genere?

Orata ca un kilo e mezzo catturata a surfcasting

Torno alle mie canne. Penso e ripenso. A me non arriva nessuna tocca, con molta probabilità hanno trovato una buca, altrimenti non si spiegano le 4 orate catturate in 40 metri di spiaggia. Sono al limite di questa buca e non sono molto fiducioso di fare una bella cattura come la loro. Mentre rifletto però, vedo la mia cassiopea 120 grammi, sbattere con discreta forza. Sogno o sono desto? Quella è la canna che ho dedicato alle spigole. Il sangue inizia a fluire vigoroso dentro di me. Prendo la canna tra le mie mani e ferro! Sento sbattere dall’altra parte. Dalla fase di recupero mi rendo conto che non può essere un’orata, a meno che non sia parecchio piccola. Continuo a ruotare il mulinello, ci siamo quasi. Sento che il pesce pesa abbastanza, anche se non è di dimensioni ragguardevoli. Sono alla fase finale, con l’onda arriverà anche la mia preda. Ed eccola lì. Una spigola finalmente. Non è grandissima, farà al massimo 7-8 etti (723 grammi per essere preciso). Ma chissene frega. L’importante è aver scappottato ed aver catturato la tanta agognata spigola, certo tra tutte quelle che potessero abboccare, a me è toccata la più piccola, ma a volte la fortuna è indispensabile. Tra la cattura di una spigola da un chilo e una da quattro, a mio parere, il fattore X è abbastanza imprescindibile. Che poi, se devo dirla tutta, se fosse stata l’unica cattura della sera, sarei stato ipercontento, ma rapportata ai due bufali catturati qualche minuto prima da Simone e Massimo, tutto si riduce ad un “almeno qualcosa ho preso”.

spigola da 700 grammi catturata a surfcasting

Che dire, l’arrivo della bassa marea ha portato diverse catture e certe di dimensioni ottime. La serata resterà indimenticabili, non tutti i giorni vedi tirar fuori delle orate così, e non tutti i giorni vedi la tua canna molestata da un pesce serra impazzito. Insomma, di tutto cuore posso dire… grazie surfcasting!