In questo articolo racconto un incredibile abboccata avuta durante una battuta di surfcasting. Un pesce enorme che ha fatto visita alla lenza di un mio amico, ma che purtroppo non sapremo mai di che razza potesse essere.

Partenza alle sette del mattino, destinazione Terracina. Dopo la mareggiata dei giorni precedenti e la visione del bollettino meteo, decidiamo di andare alla ricerca di qualche bella Spigola vicino a Porto Badino.
Arrivati sulla spiaggia non troviamo il mare che ci aspettavamo con cavalloni e schiuma in fase di scaduta. Bensì un mare scaduto già da un bel po’, si movimentato ma niente di eccezionale.

Decidiamo di tentare la sorte e ci mettiamo un centinaio di metri dalla foce del porto. Il cielo era nuvoloso, la temperatura abbastanza fredda ma comunque riscaldata da un lieve vento di scirocco. Iniziamo la battuta di pesca. Decido di montare due canne, una con un long arm con americano su un amo del  4 di tipo beak. La seconda canna, uno short rovesciato con pop-up, con un bel cannolicchio innescato su un Aberdeen del 2.

Passate le prime due ore il mare si stava quasi fermando, zero tocche e ormai la strada del cappotto sembra la più accreditata. Decidiamo di spostarsi vicino la foce del porto, dove il mare era ancora un po’ movimentato. La postazione era stato appena lasciata libera da alcuni pescatori andati via a mani vuote. Nella nuova postazione le cose sembrano non cambiare di molto e solo dopo un oretta, vediamo la prima toccata della giornata. Ma non rimane nulla attaccato all’amo.

Abboccata del mostro a surfcasting

Mentre il presidente innesca un nuovo americano per lanciare, io e l’altro compagno alle prime armi siamo seduti su due sassi vicino la sua postazione, quando improvvisamente vediamo la sua canna muoversi pesantemente dal tripode. Inizialmente pensavamo che la canna fosse scivolata ma vediamo che il filo era tutto tirato. La nostra attenzione viene attratta da un movimento strano nell’acqua ad una quarantina di metri dalla riva, un ribollire di schiuma impazzita e di schizzi che puntavano vorticosamente verso largo e dava l’impressione che nessuno potesse fermarlo, come un treno che corre a tutto velocità verso la sua metà!

Confuso prendo la canna in mano e sento una forza che mi spinge verso il mare. Apro la frizione e comincia ad uscire filo mentre si vedono i schizzi del pesce che continuano imperturbabili a cercare il largo! Avevo capito che attaccato all’amo c’era un mostro di quelli veri, presumevo fosse una grande amia.

Il combattimento

Nei pochi attimi che ho tenuto la canna in mano con il mostro attaccato, ahimè già sapevo come sarebbe andata a finire. Purtroppo un sottile filo dello 0.20 fluorocarbon non poteva sostenere quella battaglia. Infatti improvvisamente il rumore della frizione smise di farci sognare.
Recuperiamo la lenza con le facce di chi non crede a quello che ha visto. Notiamo che sul trave dove erano montati due terminali, uno alto e uno basso, entrambi erano stati tagliati. Un alone di mistero ci circonda..
In fretta aiuto il mio amico a preparare due nuovi terminali, questa volta mettiamo due spezzoni del 0.30 fluorcarbon con Aberdeen del 2, così se tante volto il mostro ci ripensasse avrebbe vita più dura.

Mentre ero impegnato nel mettere l’amo nota che la mia canna non aveva più il filo in tiro, potava essere finalmente un pesce. Comincio a recuperare e finalmente dell’acqua esce un ombrina da 30 cm.

Così finì la nostra battuta di pesca, un solo pesce, tanto stupore e già con la mente alla prossima uscita. Un’ abboccata così a surfcasting non si vede molto spesso.